-Aggiornamento-
Ho capito!!! Visto che mi sento indirettamente accusato di maschilismo, ho modificato la storia...
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P.s: il pazzo l'ho lasciato maschio, ma penso che questo non faccia nascere accuse di discriminazione tra i sessi ;-)
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Durante il concerto del 1 Maggio, il presentatore ha letto alcuni bigliettini scritti dal pubblico.
L’argomento era: “Il mondo che vorrei”.
Un tal ha scritto: “Il mondo che vorrei è il mondo in cui vincono i giusti”.
Giusto. Effettivamente il mondo ideale è quello in cui regna la giustizia… però, a pensarci bene, come si fa a decidere se una cosa è giusta oppure no?
Se succede qualcosa, come si fa a capire chi è il colpevole da punire?
Anni fa ho fatto un corso durante il quale mi è stato chiesto di dare un giudizio sulla seguente storia… ma, sinceramente, ancora oggi non sono arrivato ad una conclusione…
Una/un donna/uomo sposata/o gestisce un’attività con il marito/moglie.
Questa attività richiede spesso delle trasferte che comportano parecchie volte l’assenza da casa.
Di comune accordo, i due coniugi, hanno deciso che le trasferte le farà il marito/moglie, mentre la moglie/marito continuerà a gestire l’attività sul posto.
La moglie/marito ha un’/una amante che frequenta quando il marito/moglie è in trasferta.
Una sera, in occasione una di queste trasferte la donna/ l'uomo si mette d’accordo con l’amante per incontrarsi a casa di lui/lei.
Per andare a casa dell’/della amante deve attraversare un fiume, che può essere attraversato mediante un ponte o prendendo un traghetto.
La donna/uomo decide di andare a piedi, attraversa il ponte e si incontra con l’uomo/donna.
Dopo aver trascorso la serata con l’amante/la amante decide di tornare a casa, anche perché sa che tra poco tornerà il marito/la moglie.
Arriva al ponte e vede che ora sopra ci sta un pazzo. Per evitare di affrontarlo decide che è meglio andare a prendere il traghetto.
Arrivata al traghetto si accorge di non avere i soldi sufficienti per il biglietto.
Racconta al traghettatore del pazzo e gli chiede se può salire lo stesso, ma il traghettatore le risponde di no, che senza biglietto non si può prendere il traghetto.
Torna a casa dell’amante, le racconta del pazzo e gli chiede dei soldi per il biglietto. L’amante non glieli da. Litigano e lei/lui se ne va di nuovo.
Poi le viene in mente che, in quella zona, abita un suo amico/amica. Questo/a suo/a amico/a è sempre stato/a innamorato/a di lei/lui, ma lei/lui lo ha sempre rifiutato.
Suona all’amico/a e le racconta la storia dell’amante, del pazzo e del traghettatore. Gli chiede se lui/lei può dargli i soldi per il traghetto. L’amico/a glieli rifiuta e lei/lui se ne va.
Non sa più cosa fare. Poi vede una cabina telefonica, e intuisce di avere abbastanza soldi per una telefonata.
Decide di telefonare al marito/alla moglie, sapendo che ormai è già arrivato/a a casa. Disperata/a gli racconta tutto: l’amante, il pazzo, il traghettatore, l’amico/a. Poi gli chiede se può andare a prenderla/o. Lui/lei le/gli risponde di no e attacca il telefono.
A questo punto la donna/l'uomo decide di attraversare il ponte e di affrontare il pazzo.
Quando arriva sul ponte il pazzo la strangola.
La donna/l'uomo è morta/o: di chi è la colpa?