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Cara Susan, ieri non sono riuscito a parlarti, allora ti scrivo.
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Sinceramente non sei stata nella parte più entusiasmante dei miei pensieri… però, nel tuo piccolo, sei sempre stata presente, mi hai accompagnato per diversi anni.
Credo di aver fatto la tua conoscenza nel lontano 1982. Ero andato da “Inferno” a comprare qualche vestito usato con la mia fidanzata dell’epoca. Nel negozio andava quella canzone, “Christine”, che mi ha colpito; ho chiesto alla cassiera (una tizia tutta vestita di nero, con la faccia sbiancata ed i capelli sparati), di chi era e lei, con aria quasi di sdegno per la mia “ignoranza”, mi ha detto che era tua.
Poi, qualche tempo dopo, un altro incontro che mi ricordo bene. In compagnia della mia nuova fidanzata sono rimasto a piedi con la macchina dalle parti di Carmagnola verso le 4 di notte. Si è fermato un tipo per darci un passaggio fino a Torino, tipo che mi ricordo strafatto di non so che cosa. Ad un certo punto a messo su una canzone, “Israel”, ed ha cominciato ad agitarsi convulsamente. Gli ho chiesto di chi era quella canzone: era di nuovo tua.
E poi, tanti altri episodi.
Comunque, poco convinto, ma incuriosito ieri sera mi sono trovato al tuo concerto.
Mi ha fatto uno strano effetto, circa 25 anni dopo, rivedere una schiera di persone mediamente non poi così giovani, conciate come la cassiera di Inferno, se non molto peggio… forse una situazione anacronistica: uno squarcio temporale che aveva catapultato questi esseri in un tempo sbagliato… magari 25 anni fa ero qualcosa di simile…
Ho aspettato parecchio tempo, in mezzo a gente più o meno “normale” e agli esseri dark di cui sopra… e penso che tutti ci aspettavamo l’uscita di quella Dark Lady, nera e tenebrosa, di cui mi ricordavo.
Quando sei uscita con quella specie di tutina oro e argento, con quel marsupiale nero intorno alla vita, e con capelli lisci freschi di parrucchiera…. un po’ di perplessità e delusione credo che l’abbiamo provata tutti… ma, d’altronde, in tutti questi anni io sono cambiato molto… perché non avresti dovuto cambiare anche tu?
Invecchiata sei invecchiata… che ci vuoi fare? Capita a tutti. D’altronde anche gli essere crestati che mi attorniavano non sembravano proprio ragazzini di primo pelo…
Digerita la tutina il colpo successivo l’ha dato il tuo atteggiamento quasi da rock star, con tanto di dimenamenti vari. Ahò! Tieni una certa età! Queste cose non le facevi manco quando eri ventenne!! Per carità, vale sempre il discorso che con il tempo si cambia… ma, secondo me, se ti presentavi tutta vestita di nero, con i tuoi bei capelli sparati e te ne stavi quasi ferma mentre cantavi… facevi più bella figura…
L’inizio del concerto non è stato un granché, mancava di tiro e di entusiasmo… man mano che andava avanti, però, ti sei caricata ed è finito con una bella carica.
I pezzi nuovi non li conoscevo, ma risentire “Happy house” ed i citati “Christine” e “Israel” mi ha fatto provare diverse emozioni, molto legate al risveglio dei ricordi che evocavano.
Comunque… va bene l’età, però ti potevi dare un po’ più da fare: un’oretta di concerto mi è sembrata un pochino scarsa… e fare qualche pezzo in più?
E poi, ti sentirai pure una diva, ma una parolina per i musicisti che ti accompagnavano la potevi pure spendere: secondo me il loro lavoro l’hanno fatto, e anche bene.
Che dire?
Probabilmente cercherò di ascoltare i tuoi nuovi dischi, ma credo proprio che preferisco ricordati nella vecchi versione Dark Lady, in quel periodo in cui eri una delle mitiche amiche dell’altrettanto mitico Robert Smith.
Oggi credo che potrebbe essere divertente averti come insegnante di inglese e potrebbe essere piacevole passare da casa tua verso le 17:00 per prendere assieme un buon tè con i pasticcini.
Se ti va invitami.
Ti auguro buone cose per il tuo futuro.
Ciao.
Tuo Ego