E ANCHE QUESTO SE NE VA’…

scritto da Egonautico il giovedì, 20 dicembre 2007,15:49
OK, è quasi finita, anche il 2007 è agli sgoccioli… Tra poco saremo nel 2008.
Il cambio dell’anno è solamente una convenzione, se, invece che al 1 Gennaio cambiasse al 15 Aprile (per esempio) probabilmente sarebbe esattamente la stessa cosa… però è una convenzione che un qualche effetto, perlomeno emotivo, ce l’ha.
È il momento in cui si è portati a tirare le somme ed a fare dei propositi per l’anno successivo.
Ad una prima impressione il 2007 mi sembra passato senza tanto clamore, ma se ci penso bene cambiamenti ce ne sono stati, eccome.
Mi guardo allo specchio e leggermente invecchiato mi vedo, è innegabile, forse è il momento di decretare che sono un uomo (…e non più un ragazzo).
Però mi sento anche molto in forma, più che in tante altre “età” della mia vita. Indubbiamente mi sento stanco, ma nello stesso momento sento che ho anche parecchia energia.
Quello che apprezzo di più di quest’età è il fatto che riesco ad affrontare meglio i miei problemi e le mie responsabilità. Tutto sommato, questo, è uno dei rari momenti in cui mi sento “adeguato” per la mia età.
Sono sempre stato una persona molto tecnica e pragmatica. Esperto di Elettronica, Informatica, Telecomunicazioni, con una passione per la Matematica, la Logica, la Fisica… e in questo, per me, il 2007 è stato un anno di svolta, sono entrato in contatto con la mia parte più umanista… ho cominciato a capire bene che esiste un lato emozionale, filosofico, spirituale delle cose, e che questo è il giusto complemento degli altri lati.
C’è una catalogazione, del nostro modo di rapportarci con il mondo, che suddivide la nostra realtà in tre filosofie:
 
  • La Filosofia Pragmatica: mirare all’obiettivo, ottenere il risultato voluto.
  • La Filosofia Intellettuale: capire come funzionano le cose.
  • La Filosofia Umanista: capire ed entrare in contatto con le persone (compresi noi stessi).
Indubbiamente sono molto forte nelle prime due… per la terza, invece, ne ho preso veramente coscienza solamente quest’anno.
Da Gennaio ad ora il mio modo di vedere le cose è nettamente cambiato.
Mi sono successe cose veramente nuove (o dimenticate) per me: mi sono sentito spesso emozionato, ho pianto guardando un film, la mia sensibilità è notevolmente aumentata, riesco a sentire molto facilmente lo stato d’animo di chi ho di fronte, …
Ho notato che quando di fronte ho una persona agitata, incazzata, dopo un po’ che è con me si calma.
Percepisco che sto diventando un punto di riferimento per diverse persone in diverse situazioni… e questo mi inorgoglisce.
Il 2007 è stato anche un grande anno di crescita nel mio lavoro… e anche qui, il punto più emozionante, è stato quello di imparare a “lavorare” più sulle persone che sulle cose.
In generale interagisco molto meglio con gli altri, e questo mi piace e mi da pure un certo senso di piacere.
Un altro piccolo evento del 2007 (piccolo, ma che se non ci fosse stato non sarei qui in questo momento a raccontare…) è che ho realizzato il mio primo blog.
 
I propositi per il 2008?
Sicuramente continuare ad impegnarmi sul lato Umanista della mia realtà (…vedi i vari discorsi sull’Intelligenza Sociale).
Vorrei, quando è il caso, lasciarmi andare all’entusiasmo e trasmettere questo alle altre persone… il mio sogno sarebbe quello di diventare un piccolo Leader Positivo… con rispetto, costruire progetti assieme ad altre persone.
Vorrei lasciarmi andare alle emozioni, viverle, trasmetterle… godermi i piccoli momenti… apprezzare le piccole cose… mi piacerebbe innamorarmi di nuovo… imparare ad esprimermi.
Voglio finire il mio libro. Voglio mantenermi in forma. Voglio poter contare su una grande energia. Voglio imparare cose nuove. Voglio alzarmi la mattina felice e contento, con entusiasmo. Voglio ridere e divertirmi.
 
Il 2008 sarà l’anno in cui metterò in pratica quello che ho imparato nel 2007.
 
A tutti voi che siete arrivati a leggere fino a questo punto voglio mandare i miei più grandi e sinceri Auguri, per le prossime feste, a voi ed ai vostri cari.
 
Ci risentiamo il prossimo anno!!!!
 
 
categoria:varie, istruzioni
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FLASH: LA SINDROME DELLA RANA BOLLITA

scritto da Egonautico il martedì, 18 dicembre 2007,12:12
Ieri ho letto la storia della rana bollita.
“Se una rana viene messa in una pentola di acqua bollente, farà un velocissimo balzo per saltarne fuori.  Se la rana viene messa in una pentola di acqua a temperatura ambiente, invece, non farà un piega. E se quest’acqua verrà scaldata, piano piano fino all’ebollizione, la rana finirà bollita senza che se ne accorga o, quando se ne accorgerà, sarà troppo tardi”.
Rapportando questo con la vita di tutti i giorni è facile capire come parecchie nostre abitudini, pregiudizi, modi di comportarci, possano lentamente portarci alla “bollitura”.
Ripensando al mio passato, ora, mi rendo conto di essere stato diverse volte vittima di questo fenomeno. Stupidamente e pigramente mi sono lasciato “cuocere nel mio stesso brodo”, anche se probabilmente non ne ero così cosciente.
Credo di essere una persona che reagisce prontamente ai problemi improvvisi ed evidenti, ma mi rendo conto che posso davvero far molto per migliorare certe mie “abitudini”.
categoria:flash
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AFORISMA N.14

scritto da Egonautico il lunedì, 17 dicembre 2007,08:40
Quando tocchi i tuoi sogni non puoi non accorgertene… una dirompente esplosione di Emozione, Entusiasmo e Passione...
categoria:aforismi
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RIFLESSIONE N.17: L’ABITO FA IL MONACO?

scritto da Egonautico il venerdì, 14 dicembre 2007,16:10
Qualche tempo fa mi recai in un negozio di un centro commerciale alla ricerca di un maglioncino, un banale maglioncino di color grigio scuro o nero.
Entrai nel negozio e ne vidi due, li provai: erano praticamente uguali.
Guardai il prezzo: uno costava 14 Euro (e 99), mentre l’altro costava 39 Euro (e 99). Boh?
Li guardai meglio, cercando di capire, una qualche differenza ci doveva pur essere. Ma niente, più li studiavo e più mi sembravano equivalenti.
Dopo un po’ mi avvicinò la commessa: “Ha bisogno di aiuto?”.
Io: “Si, non capisco che differenza c’è tra questi due?”.
Lei, con un tono quasi di sufficienza: “Ma questo è della St.Diego!”.
Io: “Ahhh..”. Cercando di assumere l’espressione di quello che ora aveva capito tutto…. Anche se non avevo capito molto: “Che vuol dire è della St.Diego?”.
Tempo dopo mio figlio cominciò la scuola media ed entrai pure io nel mondo di queste “nuove” marche: St.Diego, Nike, Frav, A-Style, etc.
E quindi riapplicai la famosa equazione, che già conoscevo, al maglioncino cui sopra: “Se è di Marca, deve costare almeno il doppio, indipendentemente da tutto il resto”, ….anche se non ho ancora ben capito con che criterio qualcosa diventa “Di Marca”.
 
Tralasciando il discorso delle marche, che mi rimane assurdo ed ha veramente un effetto trascurante su di me (almeno credo …spero), ho cominciato a ragionare sul come ci vestiamo.
A logica mi viene da pensare che, come uno si veste, non dovrebbe avere alcuna importanza. Insomma, se uno è un emerito imbecille, nudo, vestito in una certa maniera o vestito in un’altra, rimane sempre un imbecille… però mi rendo conto che, l’abbigliamento, può avere degli effetti sensibili sul mio giudizio nei confronti di una persona…. E penso che ne siamo vittime praticamente tutti.
Mentre nel campo della seduzione, nei rapporti con la sfera femminile, una qualche spiegazione riesco ad ipotizzarla (una donna vestita in una certa maniera mi sembra che possa effettivamente esaltare le sue caratteristiche femminili, e quindi stimolare certe fantasie… almeno a prima vista, poi entrano in gioco molti altri fattori) in altri campi non ci riesco proprio. Ad esempio: perché sono tendenzialmente propenso a dar maggior credito ad un venditore in giacca e cravatta piuttosto che ad uno che si presenta in bermuda e canottiera? Questo non ha senso…
In qualche maniera mi viene da ricollegarmi alla riflessione sul “Giudizio Fulminante” (vedi riflessione n.16): di nuovo un modo per catalogare, in maniera arbitraria e tendenzialmente sbagliata, le persone… ovvero, un’altra fonte di potenziali fregature e di occasioni perse
 
Tornando al discorso iniziale… in un altro momento sono ripassato davanti quel negozio, avevano abbassato il prezzo e quel maglioncino St.Diego me lo sono comprato per 9 Euro (e 99), quindi, ora il maglioncino St.Diego ce l’ho pure io!!!
Però, ora mi assalgono i dubbi…. Come mai non se l’è comprato nessuno prima? Perchè costava così poco? …non è che ho sbagliato e non è più di Marca? ….forse era meglio prendere quello da 14 (e 99)…
 
categoria:riflessioni
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PROVOCAZIONE N.1: SE FOSSI TU, IL CAPO…

scritto da Egonautico il martedì, 11 dicembre 2007,15:54
Tra le frasi più frequenti che ho sentito nell’ambiente di lavoro, ma non solo, c’è sicuramente “Ah! Se fossi io, il Capo…”, seguita da una serie di allusioni su quanto tutto andrebbe meglio, su quanto tutto sarebbe più giusto, su quanto certe cose non succederebbero, etc.
Io sono convinto che, dopo il “mestiere” del genitore, il secondo mestiere più difficile al mondo sia proprio quello del Capo.
Però, come non si deve confondere fare il genitore con il fatto di essere semplicemente il padre biologico di qualcuno, non si deve confondere fare il Capo semplicemente con l’essere inserito in un qualche organigramma e goderne i relativi vantaggi.
 
Parliamo di un vero Capo.
 
Il Capo è un ruolo di grandissima responsabilità, da lui dipendono altre persone, e ogni suo errore può causare gravi danni su queste.
È un punto di riferimento, non può mai rispondere a qualcuno che gli chiede “E adesso? Cosa facciamo?”, con frasi tipo “Non lo so”.
Deve convincere quelli che lavorano per lui a fare quello che lui ritiene giusto e nello stesso tempo deve portare i giusti risultati ai suoi superiori.
Deve trovare un buon compromesso tra gli obiettivi dell’organizzazione cui appartiene e gli obiettivi delle singole persone: i problemi di ogni suo sottoposto diventano anche suoi, mentre i suoi problemi personali devono essere messi in secondo piano.
Un Capo ha amici è nemici. Deve mettere in conto che sarà sicuramente odiato da qualcuno. Se necessario deve essere pronto a sacrificare qualcuno per il bene di tanti.
Deve essere disposto a prendersi la responsabilità: se nel suo ambito le cose vanno male, la colpa è sua!
 
Ora ti chiedo, se fossi tu il Capo, cosa faresti?
categoria:lavoro, provocazioni
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RIFLESSIONE N.12bis: GOVERNO ED ENTROPIA

scritto da Egonautico il lunedì, 10 dicembre 2007,16:26
Nata dall’incontro della Riflessione n.12 e dal disgusto scatenato dalla visione dell’ennesimo confronto politico tra le solite facce.
 
Immaginiamo uno stato democratico ideale.
In questo tipo di stato i vari fronti politici, durante la loro campagna elettorale, elencano i buoni propositi che si impegnano a portare avanti nel caso fossero eletti. Propositi realmente orientati al benessere del paese.
Il popolo li ascolta, sceglie e poi vota. Una forza politica vincerà.
Chi ha vinto sale al governo e comincia a lavorare per mantenere i suoi impegni e cercare di migliorare la situazione del paese.
Chi ha perso passa all’opposizione, osserva chi governa, mette in evidenza eventuali mancanze del governo e propone altri punti di vista costruttivi.
In un sistema del genere, che in teoria è l’ideale, si verificano sicuramente degli sprechi di energia, dovuti al fatto che mettere d’accordo tante persone non è facile, ma essendo gli obiettivi chiari, realistici e condivisibili, è probabile che qualche buon risultato sarà raggiunto.
È chiaro che, questo sistema, un minimo di entropia la crea (come qualsiasi sistema chiuso presente nell’universo), ma tutto sommato sembra accettabile.
 
Immaginiamo uno stato democratico reale.
Durante la campagna elettorale, i politici, elencano i loro propositi. Propositi tipicamente orientati al desiderio di essere eletti, ma per i quali, molte volte non è stato fatto un realistico studio di fattibilità. Il fatto che alcuni di questi propositi possano essere orientati al benessere del paese è tendenzialmente casuale.
Il popolo ascolta la campagna, rimane stordito da quello che dicono, non ci capisce più niente, non sa a chi credere e poi alla fine vota, per esclusione, per quello che in quel momento gli sembra il meno peggio.
Chi ha vinto sale al governo e comincia a pensare a come giustificare il fatto che non può mantenere i suoi propositi più irrealistici: di solito opta per una campagna denigratoria contro il governo precedente. Nel contempo cerca di organizzarsi per poter portare avanti i propositi realistici, o almeno per cercare di dare l’impressione di farlo.
Chi ha perso passa all’opposizione. L’opposizione, tipicamente, comincia subito a tirare bastonate alla cieca, contro qualsiasi attività il governo stia portando avanti, indipendentemente dal fatto che sia condivisibile o meno. Lo scopo primario di queste bastonate è quello di cercare di fare cadere il governo per prenderne il posto.
Il governo, per non perdere la sua posizione, comincia ad indirizzare tutte le proprie energie per rispedire al mittente le mazzate che riceve, e quindi trascura i propositi che dovrebbe portare avanti.
Governo ed opposizione continuanoi così per un certo periodo, fino a quando l’entropia raggiunge dei picchi di variazione critici. A quel punto, sia Governo che opposizione perdono di vista i loro obiettivi e cominciano a tirare bastonate pure al loro interno. Tutti bastonano tutti.
Questa confusione si riversa nella vita di tutti i giorni: il popolo sente che le cose peggiorano e sarebbe contento che fosse riportato un po’ di ordine, ma non riesce più a capire perché o contro chi protestare.
Indipendentemente dai nomi e dai colori di governo ed opposizione, che continuano ad alternarsi, quello che risulta evidente è l’enorme quantità di energia (economica, sociale, familiare, etc.) che è continuamente sprecata in maniera inutile, o almeno, consumata per motivi che sembrano avere veramente poco a che fare con il benessere del paese.
 
Probabilmente siamo di fronte ad un generatore di entropia di altissima qualità: il minimo d’ordine per il massimo di disordine.
 
 
 
 
categoria:riflessioni
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AFORISMA N.13

scritto da Egonautico il venerdì, 07 dicembre 2007,17:55
L’Amore Eterno dura tre mesi.
 
...questo l'ha detto Confucio.
categoria:aforismi
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INCONTRI: GEORGE BOOLE

scritto da Egonautico il venerdì, 07 dicembre 2007,16:01
Ho letto per caso un trafiletto su George Boole (sul libro “Le Menzogne di Ulisse”)… chi ha studiato Matematica o Informatica sa sicuramente di chi sto parlando.
Comunque, ho capito che questo uomo rappresenta veramente un mito.
Boole era un tipo molto “low profile” (come direbbe la mia amica Bianca), una persona semplice (e neanche particolarmente sveglia… visto come è morta…) che ha studiato Matematica da autodidatta, e poi ha inventato una teoria di una semplicità sconcertante: l’Algebra di Boole (guarda caso).
Quest’Algebra è talmente semplice che è basata solamente su due numeri (1 e 0) e su una serie di operazioni logiche (Nor, Or, And, Xor, etc.) che potrebbero essere insegnate, senza particolari difficoltà, fin dalle scuole medie (se non elementari).
Una teoria così semplice che, probabilmente, sarebbe stata ritenuta “troppo” semplice (e quindi non degna di considerazione) da una lunga serie di pensatori che si sono “tritati” il cervello, alla ricerca di una dimostrazione delle loro innumerevoli teorie sulla Logica (sillogismi, logica proposizionale, caso e probabilità, etc.)… e poi, zac, è arrivato lui e con quattro concetti in croce ha fornito uno strumento che ha permesso di risolvere un sacco di queste questioni.
E come se non bastasse, ha posto le basi per lo sviluppo tecnologico di tutto quanto è elettronico ed informatico (anche il fatto che io sto scrivendo questo sul mio PC e poi qualcuno lo leggerà su un altro, in un certo senso, è tutto merito suo…).
Come è morto? Per andare a fare lezione si è fatto qualche chilometro a piedi sotto la pioggia, si è inzuppato ed è rimasto bagnato tutto il giorno. Quando è tornato a casa, ovviamente, aveva un bel raffreddore; allora, la moglie, un’altra volpe sostenitrice del metodo “chiodo scaccia chiodo” ha pensato bene di tirargli addosso un paio di secchiate di acqua gelata… qualche giorno dopo, George, era passato a miglior vita.
Altra curiosità: a dimostrazione di quanto la moglie di Boole fosse una “cima”… di cognome faceva Everest, ed era la nipote di Sir Everest, in onore di cui venne dato il nome al... Monte Everest (appunto).
 
categoria:incontri
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THE DARK SIDE OF THE MOON

scritto da Egonautico il giovedì, 06 dicembre 2007,15:09
Ieri sera mi sono riascoltato, per l’ennesima volta, quel capolavoro di “The Dark Side of The Moon”. Sono molto affezionato a questo disco che mi fa compagnia da più di trenta anni.
 “Dark side of the moon” si potrebbe tradurre come: “il lato scuro della Luna”… ma a pensarci bene, la Luna, ci mostra sempre lo stesso lato.. quindi la traduzione più giusta dovrebbe essere: “il lato della Luna che non vediamo mai”… ma come mai non lo vediamo mai?
Sono andato a fare qualche ricerca ed ho scoperto che non lo vediamo mai perché il tempo che la Luna impiega a girare intorno alla Terra corrisponde, praticamente, con il tempo che impiega a fare un giro su se stessa (!)
Poi, se la Luna gira su se stessa, vuol dire che anche il “Dark Side” a volte è illuminato… in particolare lo sarà completamente, quando, il lato che vediamo sarà scuro (nel momento che sulla Terra siamo in Luna nuova). … quindi, il giorno lunare corrisponde al tempo che il nostro satellite impiega a compiere un giro intorno alla Terra: circa 27 giorni.
Ho anche scoperto che, al nostro occhio, la Luna sembra delle stesse dimensioni del Sole (è per questo che, con una bella Eclissi, riesce a coprirlo tutto, il Sole)… e, sempre al nostro occhio terrestre, la Luna si sposta in un’ora di uno spazio che ci appare uguale al suo diametro.
Continuando a divagare su queste cose (la Luna che mostra sempre la stessa faccia, Luna nuova, Luna piena, etc.) sono finito a “navigare” per lo spazio e a cercare di immaginarmi come possa essere la Terra vista dalla Luna…
Beh, per prima cosa non dovremmo trovarci sul “Dark Side”… altrimenti non vedremmo proprio niente… poi, noteremmo una Terra che ha delle fasi terrestri che, nel tempo sarebbero molto simili alle fasi lunari (Terra nuova, Terra crescente, Terra piena, Terra calante, …)… sicuramente sarebbe bellissimo vedere la Terra nel momento di Terra piena… bella, colorata, tendente all’azzurro, che gira su se stessa…
altro che Luna piena
categoria:varie, musica
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DIREZIONE INTELLIGENZA SOCIALE 3

scritto da Egonautico il mercoledì, 05 dicembre 2007,16:15
Di nuovo sull’Intelligenza Sociale, ripercorrendo i passi dell’imparare (vedi anche Riflessione N.11).
 
Inconsciamente Inconsapevole
 
In questo stato non ci rendiamo bene conto di quello che provano gli altri.  
Ci possono essere casi molto gravi di individui fermi a questo stadio (psicopatici, autistici, etc.), ma preferisco riferirmi a quel tipo di persone che, bene o male, possiamo incontrare un po’ dappertutto.
L’altro giorno ho notato una scena. Un uomo parlava ad una donna, tenendo una specie di monologo su non so che cosa, sembrando molto entusiasta di quello che diceva. Gesticolava molto, con movimenti molto aperti verso l’esterno, cercando di dare enfasi a quello che diceva.
Parlava molto, ma guardava pochissimo la donna.
La donna sembrava molto chiusa su se stessa. Braccia incrociate, piedi, busto e sguardo rivolti altrove. Aveva un’espressione sul viso che sembrava urlare: “Ma quando la finisci?”.
Ma niente da fare: l’uomo continuava ad andare avanti imperterrito.
Alla fine ha finito le parole, si sono salutati e se ne sono andati ognuno per la sua strada: lui con un bel sorriso soddisfatto lei con una faccia pesta.
Sono quasi sicuro che lui pensasse: “L’ho conquistata”.
Ecco, quest’uomo è un esempio di quello che intendo per Inconscio Inconsapevole.
 
Personalmente, essendo qui a parlare di queste cose direi di aver superato questa fase… o almeno lo spero.
 
Consciamente Inconsapevole
 
Qui entriamo in quella fase in cui ci si rende conto di qualcosa, ovvero cominciamo ad intuire e capire le emozioni e gli stati d’animo altrui.
In questo stadio ci rendiamo conto che la persona di fronte a noi è, ad esempio, arrabbiata, annoiata, felice, interessata, etc, ma non abbiamo ancora molti mezzi per gestire la situazione.
Mi ricordo di un mio conoscente che capiva subito, quando uno triste era triste, e d’istinto cercava di consolarlo, ma di solito il potenziale consolato ben presto si offendeva per qualcosa che diceva il consolatore. In pratica aveva poca “tecnica” consolatoria.
 
Anche questa fase credo di averla superata, insomma mi sembra di capire abbastanza bene, ad esempio, se una persona ha piacere di stare in mia compagnia oppure no.
 
Consciamente Consapevole
 
In questa fase riusciamo a percepire che, quello che facciamo, ha un certo effetto su pensieri, emozioni e sensazioni di chi che abbiamo di fronte.
Per esempio riusciamo a capire che, se una certa persona è incazzata, se gli diciamo una certa cosa sicuramente si incazzerà ancora di più.
In pratica impariamo come interagire meglio con gli altri, anche se non siamo ancora così bravi e naturali.
 
Questa è la fase su cui ho lavorato e su cui voglio continuare a lavorare molto (tenendo conto che questa è l’ultima fase Conscia).
 
Inconsciamente Consapevole
 
Questa è la fase superiore, quella in cui interagiamo con gli altri al meglio e lo facciamo in maniera automatica, senza pensarci.
È quella fase in cui, per esempio, ci sentiamo veramente bene con una persona e sentiamo che lei sta veramente bene con noi; quando si viene a creare una specie di risonanza di emozioni e di intesa.
Ovviamente non è una condizione possibile in ogni momento ed in ogni rapporto, ma allenandosi parecchio nella fase precedente è possibile aumentare di molto l’attitudine a rapportarsi in questa maniera con chi ci interessa.
 
Qualche volta mi accade, ed è una grande soddisfazione.
 
 
Osservazioni
 
Ovviamente quanto ho riportato sopra è una generalizzazione su quello che sono i rapporti tra le persone: non siamo mai continuamente e rigidamente fissi in uno stato. Personalmente, ogni giorno ho parecchie interazioni con tantissime persone, e mi rendo conto che con ognuna di loro ho un rapporto diverso, secondo chi e quando ho di fronte.
I miei rapporti spaziano continuamente tra i quattro stati che ho sopra descritto.
 
Ho contatti di tanti tipi diversi: sentimentali, di amicizia, di lavoro, obbligati, scelti, etc., e non ho sicuramente l’obiettivo (comunque, umanamente impossibile) che ognuno di questi sia sempre e comunque idilliaco… (in fondo anche io ho i miei sentimenti e le mie preferenze… e ritengo che nella vita sia sempre meglio puntare su un numero contenuto di persone piuttosto che su tutti).
 
Come ho riportato in miei precedenti post (vedi Riflessione N.10), quello a cui punto è migliorare la mia Intelligenza Sociale per fare sì che, quando è il caso, questa mi aiuti a rapportarmi con le altre persone; rapportarmi con rispetto e con efficacia, in maniera inconsciamente consapevole per, ad esempio, aiutare una persona a cui voglio bene, o per convincere un venditore che è meglio che abbassi il prezzo di quello che sta cercando di vendermi... o anche, semplicemente, per il piacere sottile di interagire piacevolmente con qualcuno che ricambia lo stesso piacere....
 
In altre parole: prendere consapevolezza di se, prendere consapevolezza degli altri e lasciarsi andare.
 
Continua….
 
categoria:direzioni, intelligenza sociale
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PROPOSITO N.7: HULK CONTRO BIG JIM

scritto da Egonautico il martedì, 04 dicembre 2007,09:31
Circa una volta la settimana, in palestra, faccio una specie di circuito, o meglio serie di mini-circuiti di due-tre esercizi.
Il primo mini-circuito è composto da Squat, Panca con manubri e Trazioni alla sbarra.
Per lo Squat uso un carico di circa 70Kg, mentre per la panca uso due manubri da 16Kg. Usando questi pesi, molte volte, sono sottoposto allo sguardo di superiorità proveniente dal branco dei giovani “Big Jim” che si pavoneggiano sollevandone di maggiori.
Sinceramente, i pesi che usano i “Big Jim”, a me fanno abbastanza paura… mi immagino già incastrato sotto sbarre e manubri a urlare e a chiedere il loro aiuto… quindi evito, visto che, almeno in questo, il mio timore è superiore al mio ego…
Però, ho fatto un piccolo calcolo che ha permesso di ripomparlo per bene.... il mio ego.
Prendendo in esame anche solamente il primo mini-circuito, considerando solo Squat e Panca, e considerando che faccio tre serie da venti ripetizioni, abbiamo (70x20x3)+(32x20x3)=6120 … il che vuol dire che, solamente nei primi 10 minuti del mio allenamento, sollevo un peso superiore alle 6 Tonnellate!!!! E, tenendo conto che un Hummer pesa “solamente” circa 2600Kg, questa sembra una prestazione degna del migliore Hulk ;-)
Se poi penso che il “Big Jim” medio usa pesi che sono circa il doppio dei miei, ma fa solo otto ripetizioni…. Tiè!!!
(della serie: “Il tamarro che c’è in me”).
categoria:propositi
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RIFLESSIONE N.16: IL GIUDIZIO FULMINANTE

scritto da Egonautico il lunedì, 03 dicembre 2007,13:49
Ieri, Domenica.
Pomeriggio. Frenesia pre-natalizia, nel mezzo di quella specie di lago umano in cui si era trasformato Auchan di Corso Giulio. Un lago a rischio di esondazione, alimentato da un fiume sempre più in piena di persone che si incanalavano all’ingresso e che rimanevano bloccate da quelle che si accodavano alle casse.
In mezzo a questo lago c’ero io… e sì che era sembrata pure una bella idea: “Andiamocene in giro tranquilli, a vedere un po’ di regali di Natale… prima che inizi il casino degli ultimi giorni”.
Aggrappato al mio carrello, ripetutamente colpito negli stinchi da quelli dietro; a continuo rischio di incaglio tra scaffali e altri carrelli, bambini urlanti che piangevano, genitori sclerati. Mi sono trovato bloccato in mezzo ad una coppia di fidanzati, con lei che urlava a lui: “Sei uno stronzo, che me ne frega di quello che pensa tua madre!” (…e figurati a me). Manovrando di forza per liberarmi, usando il mio carrello come un ariete, sono stato subito stordito da un’alitata in faccia da parte di un tale che si era appena mangiato una passata di cipolle cotte nell’aglio. Mi riprendo giusto in tempo per vedere due befane che rovistavano nel mio carrello: “Mbeh!?”. Mi guardano, hanno in mano un “mio” barattolo che mi è costato almeno venti minuti di assalti: “Bello questo” (magari pensando che glielo dessi a loro). Me lo riprendo: “Vedete quello scaffale, andate la e ne trovate quanti ne volete. Auguri!”.
Alla fine lo trovo, un bel posticino privo di interesse vicino alle acque minerali, al riparo dalla folla delirante. Mi piazzo lì con il mio carrello e irremovibile proclamo verso i miei compagni: “Io da qui non mi muovo più, andate a vedere tutto quello che volete, prendete quello che volete  e quando avete finito passate a prendermi”.
Così, verso le 17:00, mi sono trovato “solo”, in una ansa, in attesa di potermene andare via da quel posto.
A quel punto dovevo trovare qualcosa per far passare il tempo.
Ho cominciato a tirar fuori qualche pensata sui motivi che ci spingono, sotto Natale, a comportarci tutti in questa maniera da delirio. Però, a parte la constatazione che, quando ero piccolo, questo periodo durava si e no due settimane mentre ora dura quasi due mesi, non mi è venuto in mente niente di interessante.
Mi sono allora svagato guardando le persone che passavano nei pressi della mia ansa.
Guardando mi sono reso conto di una cosa sconcertante: mi bastava guardare una persona per pochi istanti e già, nella mia testa, mi facevo un’idea su di lei. Quasi istantaneamente “catalogavo” chiunque: “Tamarro”, “Insegnante”, “Fancazzista”, “Buon padre”, “Isterica”, “Straniero”, “Affidabile”, “Dolce”, “Romantica”, “Coglione”, etc…
Ed ho avuto l’illuminazione che, questa, è un’operazione che faccio automaticamente ogni volta che vedo una faccia nuova… e come me lo fanno tutti.
Il brutto è che, sicuramente, almeno il 90% di questi giudizi sono sbagliati, e sono generati, perlopiù, da pregiudizi e stereotipi che abbiamo nella nostra testa.
Come posso sapere se una persona che vedo per un attimo è sicuramente “buona” o “cattiva”? Come posso giudicare la vita di una persona in così pochi istanti?
Purtroppo mi viene il dubbio che una parte significativa dei rapporti che abbiamo con il resto del mondo si basa proprio su questi giudizi fulminanti….
 
categoria:riflessioni
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