RIFLESSIONE N.20: MELE, ICI E STIPENDIO

scritto da Egonautico il giovedì, 28 febbraio 2008,16:35
La Matematica è una disciplina, non un’opinione, ma un insieme di regole ben definite. Magari, per molti, un po’ noiosa … la Filosofia, ad esempio, può essere molto più divertente o intrigante… ma mentre quest’ultima parla di cose che possono essere interpretate in maniera diversa da persone diverse, la Matematica è uguale per tutti.
Non si scappa: se in un cesto ci sono 100 mele, 100 persone ne possono prendere al massimo una a testa.
Però, per quanto certi concetti matematici siano estremamente semplici, è stupefacente quanto poco uso se ne faccia nella vita di tutti i giorni.
 
Da un lato, in questo periodo di “fervore” politico, un sacco di gente presenta un sacco di buoni propositi.
Dall’altro, credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che il bilancio dell’azienda Italia, non sia così florido: tutti ci lamentiamo, mancano soldi.
 
Le Mele contengono le vitamine necessarie per la salute. Lo Stato rappresenta il Cesto.
Affinché tutti abbiano le vitamine necessarie per stare bene ci devono essere 100 mele per 100 persone.
E come appaiono le mele nel cesto? Le Mele sono acquistate con i soldi raccolti tramite le tasse.
Si può facilmente discutere sul fatto che, lo Stato, sia un cesto un po’ bacato, pieno di buchi, che le Mele introdotte in realtà siano molte più di 100, ma che qualcuna se la freghino, qualcuna venga persa, qualcuna venga lasciata marcire, etc.. (se vuoi vedi qui), ma per il momento lasciamo perdere questa variabile…
Semplifichiamo e stabiliamo l’assunto che, per mantenere la “qualità” della vita di oggi, è necessario che ci siano, regolarmente, 100 mele a disposizione nel cesto.
Supponiamo che, di queste 100 mele, 10 sono acquistate con i soldi raccolti tramite l’ICI, e altre 10 tramite le tasse trattenute sui nostri stipendi.
Se qualcuno dice: “Mi impegno ad abolire l’ICI”. A me viene subito in mente: “100-10=90”.
Che è lo stesso risultato che ottengo se qualcuno dice: “Mi impegno a ridurre il Cuneo Fiscale” che equivale a “Mi impegno a far aumentare gli stipendi”.
Come dicevo, con la Matematica non si scappa: con questi "impegni" nel cesto, di mele, ne rimangono 90, anzi, 80 applicandole tutte e due.
Io ho casa e sono un lavoratore, quindi, se mi tolgono l’ICI e mi aumentano lo stipendio sono contento…
…però ora comincio ad odiare la Matematica, perché mi fa pensare: le altre 20 mele nel cesto chi cacchio le mette?
C’è qualcuno che, con un semplicissimo calcolo matematico (che si studia alle Elementari), è in grado di dimostrare che i conti tornano senza che io debba restituire (e magari pure con gli interessi) quanto mi viene dato?
Invito tutti a ragionare....
 
 
categoria:politica, riflessioni
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CERTE VOLTE

scritto da Egonautico il lunedì, 25 febbraio 2008,16:26
Certe volte…
Certe volte non sopporto alzarmi la mattina,
non sopporto coricarmi la sera,
non sopporto stare sveglio,
non sopporto dormire…
 
Certe volte…
Certe volte non sopporto i miei figli,
non sopporto mia moglie,
non sopporto i miei amici, i miei genitori, i miei fratelli.
Non sopporto i miei capi, i miei subalterni, i miei colleghi,
non sopporto la gente per strada…
 
Certe volte…
Certe volte non sopporto il sesso,
non sopporto la castità,
non sopporto le parole, il silenzio, i pensieri.
Non sopporto i discorsi impegnati,
non sopporto i discorsi frivoli…
 
Certe volte…
Certe volte non sopporto stare fermo,
non sopporto muovermi,
non sopporto decidere, seguire, comandare, obbedire.
Non sopporto chi mi guarda,
non sopporto chi non mi guarda.
 
Certe volte…
Certe volte non sopporto quelli che vanno in discoteca a ballare,
non sopporto quelli che vanno in discoteca e non ballano.
Non sopporto mascherarmi per andare ad una festa in maschera,
non sopporto andare ad una festa in maschera senza maschera.
Non sopporto l’invidia, la tolleranza, l’attenzione, l’indifferenza,
non sopporto la porta aperta,
non sopporto la porta chiusa.
 
Certe volte…
…certe volte,
certe volte non mi sopporto proprio….
categoria:varie, riflessioni
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DIREZIONE SEDUZIONE 3

scritto da Egonautico il venerdì, 22 febbraio 2008,09:03

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“Una donna, per aver successo con gli uomini, non deve essere necessariamente bella… basta che sappia utilizzare bene i segnali di disponibilità”.
 
Per disponibilità non si intende disponibilità a fare sesso, ma il manifestare segnali positivi verso le persone che interessano.
 
Anni fa mi è capitato di rivedere una ragazza (ormai donna) che conoscevo da giovane.
Ci siamo raccontati un po’ di cose sulla nostra vita, un po’ di ricordi e poi lei mi ha confessato che, all’epoca, era innamorata di me.
Io sono rimasto stupito, me la ricordavo molto carina, ma non avrei mai pensato di piacerle e quindi non l’ho mai vista in quel senso: a quei tempi mi guardava sempre con distacco (anzi, non mi guardava quasi mai), non mi sorrideva mai, aveva un atteggiamento completamente disinteressato, stava sempre molto sulle sue. Insomma, per me era una che se la “tirava” un casino.
 
In un posto che, per lavoro, ho frequentato per un certo periodo c’erano diverse ragazze.
Tra tutte solamente una mi aveva veramente colpito… era una delle meno belle, però aveva un modo di fare affascinante, non riesco bene a descriverlo, ma, quando mi parlava o mi guardava, sembrava completamente rivolta verso di me.
 
Questo mi fa capire che, io, amo essere considerato… come, penso, anche tutte le altre persone di questo mondo…
 
 
categoria:direzioni, seduzione
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INCONTRI: ASTA, CERCHIO E TRIANGOLO

scritto da Egonautico il giovedì, 21 febbraio 2008,11:30
Per crearsi qualche problema in più può essere utile fare il seguente test:
 
http://www.emotivia.it/area_test/index.htm
 
Sarà perché sono un genitore, e pure un figlio, ma io mi sono un po' scassato i maroni del fatto che tutto debba essere sempre ricondotto ai rapporti con la madre, con il padre, ….
 
In ogni caso l’Enneagramma mi piace di più (vedi: Il Numero 5 ).
 
categoria:psicologia, incontri
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RIFLESSIONE N.20: LO STATO

scritto da Egonautico il martedì, 19 febbraio 2008,13:19
Dialogo tra Ego ed una sua collega venuta a lavorare a Torino da un’altra città.
 
-         “Minchia Ego! Stamattina ho preso la multa sul tram…”
-         “Come mai?”
-         “Non avevo il biglietto, è salito il controllore e mi ha multata”
-         “Beh, se non hai il biglietto può capitare…..”
-         “Ma che ne sapevo io che qui controllano il biglietto! Nella mia città nessuno viaggia con il biglietto!”
-         “Vuoi dire che nessuno paga il biglietto per il tram?!”
-         “Praticamente….”
-         “Quindi mi sa che la vostra Azienda dei Trasporti sta messa proprio male…”
-         “Boh? Non mi sembra, i tram sono sempre pieni…”
-         “Si, ma se nessuno paga… prima o poi farà fallimento…”
-         “Eh no! C’è lo Stato, ci deve pensare lui”
-         “Ci deve pensare lo Stato!? Ma…. Secondo te chi è lo Stato?”
-         “Lo Stato è… lo Stato”
-         “Mhh… ho capito…”
 
Quindi vuol dire che lo Stato è una specie di buco nero che caga soldi a iosa.
Però, i soldi che caga, chi ce li mette?
 
-         La collega continua: “E anche mio padre dice che non bisogna pagare il biglietto”
-         “Tuo padre? E dove lavora tuo padre?”
-         “Per l’Azienda dei Trasporti della mia città”
-         “Per l’Azienda dei Trasporti della tua città?!?!?!?! E perché dice di non pagare il biglietto?”
-         “Perché, secondo lui, il suo stipendio è troppo basso”
 
Quindi è un po’ come uno che ha un negozio, con questo negozio guadagna poco e allora, per fare andare meglio le cose, invita i clienti a non pagare quello che prendono….
 
Qui ognuno ci metta la sua logica ed il suo vissuto, ma a me sembra che in questo modo di ragionare c’è tutta l’essenza del perché tante cose non funzionano….
Sicuramente qualcuno potrebbe giustificarsi con: “Ma tanto si sa, al governo è tutto solamente un magna magna”.
Però basta pensarci un minimo per capire che, un ragionamento come quello sopra, è sicuramente autodistruttivo.
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Secondo me, giustificare questi pensieri, è il preludio per accettare ogni cosa, e quindi anche che chi ci governa abbia il diritto di approfittarne.
 

INCONTRI: FRANCESCA

scritto da Egonautico il lunedì, 18 febbraio 2008,16:52
Stanotte ho fatto un sogno… a dir la verità ne ho fatti tanti, è stata una notte “agitata”… ma quello cui mi riferisco, passato indifferente sul momento, mi è ritornato indietro durante il giorno.
Ho sognato Francesca (nome di fantasia).
Francesca è una ragazza che lavora dove lavoro io.
Io e lei non abbiamo mai avuto grandi rapporti: qualche parola ogni tanto, qualche riunione, qualche telefonata di lavoro.
Nonostante sia una bella donna non mai avuto nessuna fantasia sentimentale/sessuale nei suoi confronti, anzi, direi che è sempre stata veramente poco presente nei miei pensieri in generale.
Qualche mese fa non l’ho più vista e mi è stato detto che sarebbe stata presso un’altra sede per parecchio tempo. Nessuno sapeva prevedere quando sarebbe tornata.
Passato il tempo, mi sono praticamente scordato di lei.
Poi, stanotte il sogno:
-
Camminavamo assieme, eravamo diventati amici e chiaccheravamo piacevolmente. Cammina e cammina, siamo arrivati in un bosco. In questo bosco abbiamo cominciato a stare male tutti e due ed abbiamo scoperto che, improvvisamente, eravamo allergici a qualcosa che c’era nell’aria”.
Suonato la sveglia, fine.
Un sogno niente particolare, destinato ad essere dimenticato in fretta.
Ma stamattina, appena entrato al lavoro, chi mi sono trovato davanti?
Lei!!!
“Ma….. che ci fai qui?”
“Sono tornata, oggi è il primo giorno che riprendo il lavoro qui”.
 
Inquietante? Rivelatore? Trascurabile?
Mah…. È tutto il giorno che mi gira nella testa… avrà un significato?
categoria:incontri
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INCONTRI: I DITLOIDI

scritto da Egonautico il venerdì, 15 febbraio 2008,10:52
I Ditloidi sono un gioco che ho scoperto un po’ di tempo fa.
A me piacciono molto, anzi, al momento sono il mio gioco enigmistico preferito.
In pratica sono una sorta di equazione linguistica, formata da lettere e numeri, che per essere risolta richiede una certa dose di logica, intelligenza e cultura generale.
Spiegandola con un esempio:
 
Il G a 9 C = un F di D A
 
(Soluzione: "Il Gatto a 9 Code = un Film di Dario Argento")
 
Se avete voglia di “spaccarvi” un po’ la testa potete andare a fare il test su:
 
http://www.webdomus.it/tao/test_intelligenza_mensa.html
 
…e poi fatemi sapere (attenzione che potrebbe essere molto frustrante).
 
Per la cronaca, io ho raggiunto il risultato di 23… ancora uno e sarei stato classificabile come “Genio Universale”… meglio, essere troppo intelligente potrebbe non essere molto sano ;-)
categoria:incontri, enigmistica
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PROVOCAZIONE N.3: CERCO FIDANZATA “LAST MINUTE”

scritto da Egonautico il giovedì, 14 febbraio 2008,08:14
Dato che sono ancora un giovanissimo ragazzo (…quarantenne) non posso non seguire le tendenze del momento…
Quindi, visto il giorno che è oggi, lancio il seguente annuncio:

Cerco fidanzata last minute, per vivere una breve ma intensa storia sentimentale (virtuale… altrimenti finisco nei guai), essenzialmente allo scopo di scambiarsi gli Auguri per oggi e per non sentirsi inferiori o diversi dalle altre persone che abbiamo attorno”.
 
Ore 9:17 – Aspettiamo e speriamo...
-
Ore 11:18 - Oh "Takecareofyou".. :-( speravo fossi una candidata.. comunque non serve ne foto, ne curriculum, ne altro, basta un: "Ci sono io!".. beh, magari un piccolo sorriso...
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Ore 13:58 - Ciao "lacenere" :-) (I migliori Auguri anche per la tua Vespa)
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Ore 15:39 - Il mio capo sta cercando di rovinarmi la giornata... ma io non mollo...
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Ore 17:10 - Grazie Elizabeth e Charlotte
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Ore 18:15 - Allora, essendosi candidata per prima, la mia fidanzata "Last Minute" per questo giorno di S.Valentino è "lacenere".
Per questa sera abbiamo un appuntamento "virtuale", in un posto che non ho ben capito dove e', per mangiare e bere; dopo andiamo in un altro posto, pure questo a me sconosciuto, dove, se ho di nuovo capito bene, ci saranno tante altre coppiette a guardare il panorama... il tutto se parte la Vespa, ovviamente...
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Ore 21:03 - Grazie Pimenta, anche per la dritta. Buono a sapersi, adesso me lo segno e per il 12 Giugno vedo di organizzare qualcosa in grande.
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Grazie per aver giocato, con simpatia...
categoria:provocazioni
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RIFLESSIONE N.19: VISIONARI E QUAQUARAQUÀ

scritto da Egonautico il mercoledì, 13 febbraio 2008,17:16
bridge
Ho letto in un libro di Odifreddi che i matematici si suddividono in due grandi categorie: i “Visionari”, che sono quelli che hanno le intuizioni, e i “Problem Solver”, che sono quelli che dimostrano che le intuizioni dei primi sono vere.
Credo che questo si possa riportare anche in molti altri aspetti della nostra vita, con una piccola aggiunta…
 
Secondo me le persone si possono suddividere in: Visionari, Problem Solver e Quaquaraquà (scusa Leonardo, ma non mi veniva un altro termine…).
 
I Visionari sono essenzialmente dei Leader.
Sono delle persone che hanno delle idee proprie (innovative, originali) e che sono in grado di convincere altri che queste sono giuste.
Il Visionario non deve per forza essere una guida per un gran numero di persone, anche solamente in una coppia ci può essere uno dei due che “trascina” l’altro.
Ovviamente, un Visionario, può essere un personaggio positivo o negativo, dipende da quello che gli gira per la testa.
 
I Problem Solver sono quelli che abbracciano le idee di un qualche Visionario e lavorano per metterle in pratica.
I Problem Solver sono importantissimi, senza di loro non si farebbe niente… rimarrebbe tutto nel mondo delle idee. Ad esempio, un Leader politico ha bisogno di un gran numero di Problem Solver per governare un paese.
Chiaramente anche un Problem Solver potrebbe essere un leader e convincere gli altri a riguardo delle idee di un Visionario.
Un Problem Solver non ha necessità di essere a contatto con un Visionario, al limite potrebbe anche non saperne l’esistenza, ma basare la sua opera su quanto studiato, tramandato o sentito da altre persone in mezzo.
 
I Quaquaraquà sono tutti gli altri.
In pratica sono tutte quelle persone che non hanno idee proprie, non appoggiano idee altrui e si lasciano trasportare dalla corrente senza prendere una posizione stabile.
Non propongono e non collaborano attivamente a realizzare qualcosa.
A volte è molto difficile individuarli, magari danno contro qualcuno o qualcosa con decisione, ma lo fanno solamente per frustrazione o paura, e non per convinzione.
 
Premesso che non esistono suddivisioni nette tra l’appartenenza ad un tipo o all’altro, ma siamo tutti un mix di questi tre (è possibile essere Visionario in qualcosa e Quaquaraquà in qualcosa d’altro), credo che io potrei definirmi, per la maggior parte, un buon Problem Solver.
…certo che evolvere anche verso il Visionario sarebbe interessante… mah?… le idee?
categoria:riflessioni
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FLASH: LO “SCEMO” DEL VILLAGGIO

scritto da Egonautico il lunedì, 11 febbraio 2008,16:35
Ho appena terminato di leggere “Torino è casa mia” di Culicchia (libro che consiglio a chiunque abbia intenzione di venire a Torino, sia per lavoro che per turismo).
In qualche punto del libro parla di alcuni personaggi, diciamo originali, che si incrociavano ogni tanto per le vie della città.
Questo mi ha fatto ritornare in mente diverse persone che popolano i miei ricordi di gioventù.
Da ragazzo abitavo in una città di modeste dimensioni e, quando non ero a scuola, passavo gran parte del mio tempo in giro per le vie, le piazze ed i vari locali che c’erano da quelle parti.
Tra tutto quello che formava il “paesaggio” di quel posto mi ricordo anche tutta una serie di personaggi strani, eccentrici, fuori di testa che, in un certo senso, hanno condiviso la vita di quel periodo con me ed i miei amici.
C’era “La Spia”. Un tizio anziano, dalla pelle bianchissima, sempre vestito di nero, con soprabito e cappello che portava anche d’estate, occhiali scurissimi che sembravano avere lenti da saldatore. “La Spia” non ci ha mai rivolto la parola, anzi non mi ricordo di averlo mai visto parlare con nessuno. Camminava sempre vicino ai muri e ogni tanto si fermava in qualche angolo e stava lì a guardarsi attorno. Noi ragazzi passavamo parecchio tempo a fantasticare su chi era veramente: nessuno sembrava sapere qualcosa di lui.
C’era “Il Giucadur”. Un personaggio che sembrava uscito dal fumetto di “Alan Ford”, in cui ricopriva il ruolo di persona rabbiosamente e cronicamente incazzata. Andava in giro con una bici da corsa, di solito spinta a mano. Indossava sempre scarpe da pallone e portava un asciugamano al collo. Se ne andava in giro per le vie della città borbottando tra se. Quando incrociava una donna, se questa lo guardava, cominciava ad inveirgli contro: “Troia! Puttana! Che cazzo c’hai da guardare?”. Uno dei nostri passatempi preferiti era quello di seguirlo per vederlo in azione, quando incrociava una di queste sfortunate, appunto.
Si raccontava che “Il Giucadur” una volta fosse una persona normale, ma che poi aveva perso il lume della ragione perchè la moglie era scappata con un altro. Viveva in una comunità, ma si narrava che fosse pieno di soldi.
Un altro era “Il Poeta”. Questo era una persona che sembrava “normale”, a suo modo un uomo distinto. Vagava per i bar e le bettole della città e, quando ci vedeva ad un tavolo, si sedeva con noi. A quel punto qualcuno diceva: “Poeta, raccontaci qualcosa!”. E lui attaccava con una delle poesie che si inventava… a dir la verità non mi ricordo i versi, ma il bello era vederlo immedesimato in quella parte. Poi, immancabilmente, ad un certo punto, dopo alcuni bicchieri di vino, cominciava a raccontarci di alcuni suoi bizzarri esperimenti di autoerotismo. Mi ricordo di un sacco di grandi discorsi con “Il Poeta”: noi spinellati e lui ubriaco.
Non ha mai voluto raccontarci la sua storia. Ho poi saputo che, probabilmente per il troppo bere, è morto di cirrosi epatica.
C’era anche “Alfonso”. “Alfonso” era una via di mezzo tra Alvaro Vitali e l’omino della Birra Moretti. Girava per la città su una vespetta bianca e, ogni volta che incrociava qualche ragazza, faceva un verso stranissimo, un incrocio tra il gracidare delle rane e lo schiocco della lingua che si fa per chiamare i cavalli. Quando ci vedeva da qualche parte si fermava e veniva a dire due stupidaggini, che non si capivano assolutamente, in quanto parlava un italiano veramente stentato. Quando con noi c’era qualche ragazza, immancabilmente, faceva finta di volerle toccare il sedere (ma non mi risulta che l’abbia mia fatto veramente).
Alfonso” era il nonno di un tizio che veniva a scuola con me. Non sembra che avesse una storia particolare, era scemo è basta.
 
Ripensando a queste persone mi viene un filo di malinconia.
Tutto sommato eravamo molto affezionati a loro, quando non li vedevamo per un certo periodo ne sentivamo la mancanza e cominciavamo a chiederci se li fosse successo qualcosa.
Li prendevamo in giro, ma bonariamente. Quando vedevamo qualcuno di qualche altro giro che esagerava con loro eravamo sempre pronti ad intervenire in loro difesa.
Me li ricordo come parte integrante di quella città…
…certo che pure quello dello “Scemo” del Villaggio è un ruolo veramente importante.
 
 
 
categoria:flash
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PROVOCAZIONE N.2 bis: BOILING POINT

scritto da Egonautico il venerdì, 08 febbraio 2008,10:16
Ultimamente mi è capitato di parlare con parecchie persone su quanto riportato nel libro “La Casta” o su storie, vere o presunte, di abusi da parte di politicanti vari sentite o lette qua e la.
Quello che mi stupisce (anche nei confronti di me stesso…) è che, praticamente tutti condanniamo questi episodi (tranne, ovviamente, chi ne trae un qualche beneficio), ma nella maggior parte con un sentimento di rassegnazione o indifferenza: “tanto è così”, “tanto non si può fare niente”, “finché mi arriva lo stipendio, non me ne frega niente”, “tanto c’è sempre qualcuno più furbo”.
Insomma, alla fine dei conti, sembra quasi che sia “normale” che le cose funzionino così.
A logica, qualsiasi persona, dovrebbe incazzarsi da bestia: si stanno sputtanando un sacco dei nostri soldi e le cose, nella vita di tutti, sembrano andare sempre peggio.
Io credo che il “problema” stia nel fatto che, la maggior parte di noi, non ha ancora raggiunto il “Boiling Point”, ovvero quel punto di “disagio” (economico, psicologico, morale) per cui dice: “Adesso basta!” e reagisce in qualche maniera. Mediamente non stiamo ancora così male: c’è ancora la possibilità di un buon margine di peggioramento!!!
È ovvio che, naturalmente, non è una buona cosa stare peggio quando si potrebbe stare meglio.
Può essere molto utile abbassare la temperatura del “Boiling Point” e credo che, cercare di prendere il più possibile coscienza di quanto accade attorno a noi, sia un buon metodo per questo.
Bisogna tenere bene a mente che, la tecnica più usata da ogni “Dittatura” (dichiarata o meno), è sempre stata quello di lasciare il popolo il più possibile nell’ignoranza su quanto accade.
Io ritengo che, per quanto possa essere “faticoso”, sia estremamente importante leggere libri tipo “La Casta” (e, sicuramente, ne esistono tantissimi altri sull’argomento) e guardare programmi tipo “Report” (e, anche qui, ce ne sono sicuramente tanti altri), ragionarci ben bene sopra e confrontarsi quotidianamente con altre persone su questi argomenti, su quanto sembra vero e su quanto no, su cosa va bene e su cosa no.
È impossibile che tutto diventi giusto e perfetto… ma non è impossibile farsi prendere meno in giro…
Credo che ne riparleremo…
categoria:provocazioni
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AFORISMA N.16

scritto da Egonautico il lunedì, 04 febbraio 2008,08:44
Le piccole menzogne sono un lubrificante indispensabile per far girare bene le relazioni umane…
categoria:
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CHI MI CERCA?

scritto da Egonautico il venerdì, 01 febbraio 2008,15:18
alice03aHo appena scoperto una funzionalità di ShinyStat che ti permette di vedere come sono arrivati sul tuo sito cercando sui motori di ricerca… sarà stato come scoprire l’acqua calda, dirà qualcuno, però per me era qualcosa di nuovo.
In pratica ho scoperto che, tra tutte le varie ricerche, mi hanno trovato pure cercando:
 
  • Egonauta: e beh… meno male, visto che la sto talmente menando talmente tanto con questo termine…
  • Alleato Castaneda: anche qui… visto il mio profilo.
  • Il lato oscuro della luna: ...sempre mistico.
  • Milk from knees: e qui continuano a girare il coltello nella piaga su un  “numero” che mi ero fatto con la “prof” di inglese.
  • Una barca nel bosco: bellissimo libro.
  • 43 Smorfia: …sarà per l’età?
  • Aforismi Baudelaire Seduzione: ok, questo mi piace, da quel tocco di frizzantino che mancava.
  • Ammiccamento continuo degli occhi nel bambino guardando la televisione: non ho proprio idea di come abbia fatto ad arrivare qui…
  • Amore Luna: bello, romantico.
  • Bloggostradale: indubbiamente colpa di Charlotte.
  • Che giorno della settimana era il 1 novembre 1964: si vede che in questo “metamondo” qualcosa ritiene che io possa essere una sorta di Calendastorico.
  • Cuore esacerbato: romanticamente triste, consumato dalla passione.
  • Eteronomo: si, mi ricordo che da qualche parte ne avevo parlato…
  • Dutty Rock: sono di tendenza.
  • Giacca frav: sono sempre più di tendenza.
  • St diego abbigliamento opinioni: non sono di tendenza, faccio tendenza.
  • Sindrome della rana bollita: anche di questo ne ho indubbiamente parlato… ma non immagino proprio a chi possa essere saltato in mente di fare una ricerca del genere.
  • Strumentazioni per automobile digitale: ci sta bene anche un po’ di tecnologia.
 
Che dire?
Secondo quanto riportato direi che Mister Google, ed i suoi amici, ritengono che questo sia un blog mistico, affascinante, di tendenza, poliglotta ed aperto ad ogni esperienza…
…da buon Egonauta non so che altro potrei desiderare ;-)
 
categoria:varie
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