Qualche giorno fa il mio capo mi ha chiamato e mi ha dato un appuntamento per oggi.
Il motivo della sua richiesta di incontro era: “Dobbiamo vederci per fare un attimo il punto su come sta andando il tuo lavoro….”.
Per una serie di miei pensieri, mie sensazioni e miei comportamenti l’ho interpretato subito come: “Vieni che devo farti il mazzo per come stanno andando le cose…”.
Negli ultimi periodi, il mio lavoro, ha subito significativi cambiamenti.
Prima ho sempre lavorato sulle cose e poi, all’improvviso, mi sono trovato a dover lavorare sulle persone… come piace dire a me, sono diventato un “Manager per Caso”.
Il lavoro che facevo prima mi piaceva e, sinceramente, era un ottimo compromesso tra impegno e ritorni… non facevo fatica a farlo, mi faceva fare bella figura e avevo anche qualche ritorno economico… poi, un bel giorno, mi è stato proposto di iniziare a gestire persone…
C’erano diversi motivi per cui la cosa non mi piaceva…
Io non amo tantissimo essere al centro dell’attenzione… un capo è quasi sempre al centro dell’attenzione.
Non mi piace molto parlare davanti a tante gente…. un capo deve sempre parlare davanti ad un sacco di gente.
A volte ho bisogno di stare solo e pensare solamente a me… per un capo i problemi di quelli che lavorano per lui diventano pure problemi suoi.
Le macchine sono prevedibile e se si guastano, pazienza… le persone sono imprevedibili e se si guastano, sono cacchi amari.
A volte mi da fastidio prendere decisioni anche solo per me…. un capo deve prendere decisioni per tutti.
Per me le persone sono sempre state persone… per un capo diventano una risorsa ed un costo.
Poi c’è un fatto fondamentale che non è facile capire a priori… come metafora: quando sei figlio una delle attività preferite è quella di cercare di fare quello che vuoi alla faccia dei tuoi genitori. Quando sei genitore ti devi preoccupare che i tuoi figli facciano quello che tu ritieni la cosa migliore, anche se a loro non piace per niente… la differenza tra essere subordinato ed essere un capo è più o meno la stessa cosa.
Comunque, alla fine ho accettato… solo perché, nella logica delle cose, mi sembrava stupido non accettare… maledicendo, però, il fatto che mi fosse stato proposto.
Quindi mi sono trovato a gestire un gruppo di 24 persone, alle quali sono stato presentato come il loro nuovo capo.
Il tutto è iniziato in maniera molto preoccupante…
Io non sono laureato, e mi sono trovato a capo di diverse persone laureate (e alcune con tanto di master) e di diverse persone più anziane di me… quindi è facile immaginare il clima di diffidenza e di invidia che c’era.
Non sono mai stato carrierista, anzi ho sempre preso il lavoro come una specie di gioco, senza mai prendermi troppo sul serio… quindi è facile immaginare come mi sentissi, quando mi trovavo a dover partecipare a riunioni insieme a carrieristi super fulminati che sembravano parlare di questioni di vita e di morte, su cose che a me sembravano emerite cagate…
Poi mi sono pure trovato a dover cercare di risolvere situazioni fino a prima per me impensabili… (tipo dover gestire il fatto che, una ragazza del mio gruppo, venisse a lamentarsi perché, secondo lei, un altro, sempre del mio gruppo, le guardava le tette con troppa insistenza…)
Ho cominciato a ricevere telefonate da responsabili di altri gruppi e da fornitori che mi chiedevano e mi proponevano le cose più strane…
Alla fine ho superato il trauma è ho deciso di “giocare” a questo gioco del Manager per Caso… così, come mi veniva, di nuovo senza prendermi troppo sul serio.
E ovvio, però, che sentendomi molto diverso dal solito concetto di Manager, non facendo quello che non mi andava di fare, non facendo comunella con gli altri capi, mescolandomi in mezzo a tutti gli altri come se niente fosse, prendendo i miei tempi per tutto… e ogni tanto facendo pure il furbo… sono stato sempre convinto che la mia quotazione, come capo, fosse piuttosto bassa…
Per concludere, oggi, sono andato a colloquio dal mio capo con la testa bassa, pronto per le bastonate.
È facile immaginare il mio stupore sentendolo esordire, dopo tutti i discorsi di rito, con una frase tipo: “Bravo! Hai fatto un ottimo lavoro! Ho parlato anche con i ragazzi, sono tutti contenti di lavorare con te. Anche tutti gli altri capi gruppo che hanno avuto a che fare con te sono contenti”.
Morale della favola, secondo lui, sono stato bravissimo (!!!!).
Quindi, per il momento, la mia avventura come Manager per Caso continua… anzi, ho avuto anche un nuovo incarico, quello di specie di uomo della comunicazione per tutte le delegazioni che verranno a fare visita dove lavoro… e questa non me la aspettavo di nuovo.
Mi è ritornato in mente un mio vecchio post (questo)… tutto sommato direi che sono sulla buona strada :-)