DIREZIONE SEDUZIONE 3

scritto da Egonautico il venerdì, 22 febbraio 2008,09:03

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“Una donna, per aver successo con gli uomini, non deve essere necessariamente bella… basta che sappia utilizzare bene i segnali di disponibilità”.
 
Per disponibilità non si intende disponibilità a fare sesso, ma il manifestare segnali positivi verso le persone che interessano.
 
Anni fa mi è capitato di rivedere una ragazza (ormai donna) che conoscevo da giovane.
Ci siamo raccontati un po’ di cose sulla nostra vita, un po’ di ricordi e poi lei mi ha confessato che, all’epoca, era innamorata di me.
Io sono rimasto stupito, me la ricordavo molto carina, ma non avrei mai pensato di piacerle e quindi non l’ho mai vista in quel senso: a quei tempi mi guardava sempre con distacco (anzi, non mi guardava quasi mai), non mi sorrideva mai, aveva un atteggiamento completamente disinteressato, stava sempre molto sulle sue. Insomma, per me era una che se la “tirava” un casino.
 
In un posto che, per lavoro, ho frequentato per un certo periodo c’erano diverse ragazze.
Tra tutte solamente una mi aveva veramente colpito… era una delle meno belle, però aveva un modo di fare affascinante, non riesco bene a descriverlo, ma, quando mi parlava o mi guardava, sembrava completamente rivolta verso di me.
 
Questo mi fa capire che, io, amo essere considerato… come, penso, anche tutte le altre persone di questo mondo…
 
 
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DIREZIONE INTELLIGENZA SOCIALE 3

scritto da Egonautico il mercoledì, 05 dicembre 2007,16:15
Di nuovo sull’Intelligenza Sociale, ripercorrendo i passi dell’imparare (vedi anche Riflessione N.11).
 
Inconsciamente Inconsapevole
 
In questo stato non ci rendiamo bene conto di quello che provano gli altri.  
Ci possono essere casi molto gravi di individui fermi a questo stadio (psicopatici, autistici, etc.), ma preferisco riferirmi a quel tipo di persone che, bene o male, possiamo incontrare un po’ dappertutto.
L’altro giorno ho notato una scena. Un uomo parlava ad una donna, tenendo una specie di monologo su non so che cosa, sembrando molto entusiasta di quello che diceva. Gesticolava molto, con movimenti molto aperti verso l’esterno, cercando di dare enfasi a quello che diceva.
Parlava molto, ma guardava pochissimo la donna.
La donna sembrava molto chiusa su se stessa. Braccia incrociate, piedi, busto e sguardo rivolti altrove. Aveva un’espressione sul viso che sembrava urlare: “Ma quando la finisci?”.
Ma niente da fare: l’uomo continuava ad andare avanti imperterrito.
Alla fine ha finito le parole, si sono salutati e se ne sono andati ognuno per la sua strada: lui con un bel sorriso soddisfatto lei con una faccia pesta.
Sono quasi sicuro che lui pensasse: “L’ho conquistata”.
Ecco, quest’uomo è un esempio di quello che intendo per Inconscio Inconsapevole.
 
Personalmente, essendo qui a parlare di queste cose direi di aver superato questa fase… o almeno lo spero.
 
Consciamente Inconsapevole
 
Qui entriamo in quella fase in cui ci si rende conto di qualcosa, ovvero cominciamo ad intuire e capire le emozioni e gli stati d’animo altrui.
In questo stadio ci rendiamo conto che la persona di fronte a noi è, ad esempio, arrabbiata, annoiata, felice, interessata, etc, ma non abbiamo ancora molti mezzi per gestire la situazione.
Mi ricordo di un mio conoscente che capiva subito, quando uno triste era triste, e d’istinto cercava di consolarlo, ma di solito il potenziale consolato ben presto si offendeva per qualcosa che diceva il consolatore. In pratica aveva poca “tecnica” consolatoria.
 
Anche questa fase credo di averla superata, insomma mi sembra di capire abbastanza bene, ad esempio, se una persona ha piacere di stare in mia compagnia oppure no.
 
Consciamente Consapevole
 
In questa fase riusciamo a percepire che, quello che facciamo, ha un certo effetto su pensieri, emozioni e sensazioni di chi che abbiamo di fronte.
Per esempio riusciamo a capire che, se una certa persona è incazzata, se gli diciamo una certa cosa sicuramente si incazzerà ancora di più.
In pratica impariamo come interagire meglio con gli altri, anche se non siamo ancora così bravi e naturali.
 
Questa è la fase su cui ho lavorato e su cui voglio continuare a lavorare molto (tenendo conto che questa è l’ultima fase Conscia).
 
Inconsciamente Consapevole
 
Questa è la fase superiore, quella in cui interagiamo con gli altri al meglio e lo facciamo in maniera automatica, senza pensarci.
È quella fase in cui, per esempio, ci sentiamo veramente bene con una persona e sentiamo che lei sta veramente bene con noi; quando si viene a creare una specie di risonanza di emozioni e di intesa.
Ovviamente non è una condizione possibile in ogni momento ed in ogni rapporto, ma allenandosi parecchio nella fase precedente è possibile aumentare di molto l’attitudine a rapportarsi in questa maniera con chi ci interessa.
 
Qualche volta mi accade, ed è una grande soddisfazione.
 
 
Osservazioni
 
Ovviamente quanto ho riportato sopra è una generalizzazione su quello che sono i rapporti tra le persone: non siamo mai continuamente e rigidamente fissi in uno stato. Personalmente, ogni giorno ho parecchie interazioni con tantissime persone, e mi rendo conto che con ognuna di loro ho un rapporto diverso, secondo chi e quando ho di fronte.
I miei rapporti spaziano continuamente tra i quattro stati che ho sopra descritto.
 
Ho contatti di tanti tipi diversi: sentimentali, di amicizia, di lavoro, obbligati, scelti, etc., e non ho sicuramente l’obiettivo (comunque, umanamente impossibile) che ognuno di questi sia sempre e comunque idilliaco… (in fondo anche io ho i miei sentimenti e le mie preferenze… e ritengo che nella vita sia sempre meglio puntare su un numero contenuto di persone piuttosto che su tutti).
 
Come ho riportato in miei precedenti post (vedi Riflessione N.10), quello a cui punto è migliorare la mia Intelligenza Sociale per fare sì che, quando è il caso, questa mi aiuti a rapportarmi con le altre persone; rapportarmi con rispetto e con efficacia, in maniera inconsciamente consapevole per, ad esempio, aiutare una persona a cui voglio bene, o per convincere un venditore che è meglio che abbassi il prezzo di quello che sta cercando di vendermi... o anche, semplicemente, per il piacere sottile di interagire piacevolmente con qualcuno che ricambia lo stesso piacere....
 
In altre parole: prendere consapevolezza di se, prendere consapevolezza degli altri e lasciarsi andare.
 
Continua….
 
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DIREZIONE INTELLIGENZA SOCIALE 2

scritto da Egonautico il venerdì, 09 novembre 2007,16:28
Lo sviluppo della mia Intelligenza Sociale negli anni… riprendendo la metafora dei nemici naturali dell’uomo di conoscenza di Castaneda.
 
La Paura.
Mi ricordo che in passato sono stato molto soggetto a timori nei miei rapporti con gli altri.
Mi sembrava che ci fossero diverse persone, molto sicure di se stesse, che avevano completamente in mano la loro vita. Persone in grado di gestire e risolvere tutti i loro problemi e tutte le loro emozioni, con capacità a me totalmente mancanti.
In questa visione distorta si inseriva pure il fatto che, mi sembrava, che alcune di queste persone nutrissero un atteggiamento di superiorità e, in certi casi, addirittura denigratorio nei miei confronti.
Mi sono reso conto che soffrivo di un senso di inferiorità: difficilmente ero in grado di esprimere, e sostenere, opinioni con loro. Ero intimorito a parlare con loro, facilmente vittima della timidezza.
Come paradosso vivevo un sentimento molto particolare: siccome “loro” erano così forti e sicuri, in qualche maniera mi aspettavo che facessero qualcosa per me, che venissero automaticamente in mio soccorso.
 
La Lucidità.
Man mano che è passato il tempo mi sono reso conto che, in realtà, ero io che non riuscivo a cogliere una serie di segnali e sfumature nel comportamento e nell’atteggiamento di queste persone.
In pratica ho cominciato a capire che alla fine vogliamo, cerchiamo e proviamo più o meno tutti le stesse cose.
Ora ho una visione molto più chiara e realistica (ovviamente nell’ottica della mia realtà), e certi miei timori sono quasi del tutto svaniti.
Rispetto all’inizio ho sviluppato molto la mia capacità empatica. Mi sento molto più sensibile, e mi sembra di riuscire ad intuire molto meglio quello che c’è dietro alle persone che ho di fronte… anche se, a volte, questo non è del tutto positivo… mi sento uno stupido per quanto ho mal interpretato diverse cose in passato... e per quante me ne sono proprio sfuggite.
Mi rendo molto più facilmente conto di quanto quello che dico interessi o meno le persone che ho di fronte, di quanto pensano che abbia torto o ragione. Di quando siano nervose o allegre. Di quando provino interesse o disinteresse per me.
Come parlano e/o si vantano delle loro capacità, che hanno oppure no… ho capito che certi “idoli”, che avevo creato, alla fine sono persone del tutto normali, anzi…
Ho sempre più la percezione, ahimè, di quanto molti rapporti siano basati sul malinteso e di quante assurde “rigidità” ci siano.
 
Il Potere.
Ora sto anche cominciando a percepire coscientemente in che modo e quanto, certi miei modi di fare e di esprimermi, hanno un effetto sulle persone che ho attorno.
È l’applicazione di quanto ho capito.
Su questo punto ho ancora parecchio da lavorare, ma, indubbiamente, il mio modo di interagire con gli altri è notevolmente migliorato: piccole cose ma che, per me, hanno dato grossi risultati.
 
La Vecchiaia.
Qui non c’è niente da fare, questa non si può sconfiggere… ma si può combattere… e al momento ho capito che la mia età è sicuramente un vantaggio e non un limite.
 
Continua…
 
 

DIREZIONE INTELLIGENZA SOCIALE

scritto da Egonautico il lunedì, 05 novembre 2007,17:55
L’Intelligenza Sociale non è tra le Direzioni che avevo individuato alla partenza per Egoland, ma piano piano mi si è presentata con tutto il suo fascino, tanto da vederla come possibile candidata a prendere il posto di mio Alleato.
Il colpo di fulmine è nato leggendo il libro “Intelligenza Sociale” (appunto..) di Goleman. Man mano che andavo avanti in questa lettura, ho cominciato a razionalizzare alcuni pensieri ed alcune sensazioni che in qualche maniera ho percepito già latenti dentro di me. Mi sono reso conto che era una strada che avevo già cominciato a percorrere, anche se imboccandola da altre parti.
Sicuramente Goleman offre un’esposizione scientifica e da esperto, mentre il mio era un percorso empirico e da principiante, ma alla fine il succo del discorso coincideva in diversi punti.
Un altro punto fondamentale è che il libro “Intelligenza Sociale” offre una visione che si può adattare a molte persone, mentre la mia Direzione è incentrata solo su di me… e io non ho molto da insegnare, visto che devo ancora imparare.
Tornando a me, una prima riflessione è che nell’Intelligenza Sociale possono essere incluse anche altre Direzioni, quali Comunicazione, Emozioni, Sensibilità e Seduzione. Le prime tre non le ho ancora avviate (e quindi ci penserò poi), mentre per l’ultima, la Seduzione, ho deciso di mantenerla separata, in quanto gode di un fascino tutto suo… aggiunge un po’ di peperoncino nell’universo delle relazioni.
 
Inizio con alcune definizioni.
 
Intelligenza Sociale: la capacità di capire le altre persone e di interagire con loro nel migliore dei modi.
 
A sua volta l’Intelligenza Sociale può essere suddivisa in:
  • Consapevolezza Sociale: capire (o meglio, intuire) le sensazioni delle persone che abbiamo di fronte e le dinamiche dei rapporti sociali.
  • Abilità Sociale: capacità di interagire con gli altri nel migliore dei modi.
Appare subito evidente che, l’Intelligenza Sociale, può essere applicata in diverse maniere, che possono essere definite più o meno buone secondo i contesti ed i punti di vista.
Il capo di una setta di successo è sicuramente dotato di una notevole Intelligenza Sociale: è in grado di capire le persone che si trova di fronte, di individuare quelle più manipolabili e plagiarle secondo i propri obiettivi. Questa è un’applicazione buona o cattiva? Secondo me, nella maggior parte dei casi, è cattiva.
Invece, riuscire ad aiutare un amico in un momento di crisi, è quasi sempre un’applicazione buona.
A scanso di equivoci: io non ambisco assolutamente a diventare un santone o un trascinatore di folle… riguardo a plagio e circonvenzione mi interessa imparare bene a non subirli ma non ad applicarli, non fa sicuramente parte della mia indole.
Quello che mi piacerebbe è esclusivamente riuscire a migliorare la mia capacità di comprendere le persone che ho di fronte, di entrare in sintonia, di farmi capire e di costruire rapporti soddisfacenti, basati sullo scambio reciproco. È questo che vorrei come Alleato.
 
Continua…

DIREZIONE SEDUZIONE 2

scritto da Egonautico il mercoledì, 17 ottobre 2007,11:30
Continuo con questa Direzione.
 
Nei giorni scorsi ho sentito alla radio il racconto di una strana storia d’amore. Non mi ricordo esattamente chi fossero i protagonisti e neanche esattamente i fatti, però cerco di ripeterla: magari non sarà esattamente uguale alla realtà, ma i concetti rimangono quelli.
 
Una banda di rapinatori entra in una banca e, armi alla mano, si fa dare i soldi dai cassieri. Al momento di andarsene, il capo della banda, decide di prendere un ostaggio, da usare in caso fossero inseguiti dalla polizia. Decide di prendere una ragazza.
Scappano e si mettono al sicuro.
Il capo e la ragazza si scambiano qualche parola ed entrano in confidenza.
Al momento di rilasciare la ragazza, il capo, decide di accompagnarla lui a casa; e così fa, mentre, per sicurezza, i suoi soci lo seguono con un’altra macchina.
La ragazza, giunta a casa, è accolta dai suoi genitori, ovviamente molto preoccupati, che cominciamo a chiedergli: “Come stai?”, Cosa è successo?”, “Ti hanno fatto del male?”, etc.
Lei non risponde. Poi, all’improvviso dice: “Io sono innamorata di quel uomo”. Scappa di casa,
in qualche maniera riesce a rintracciare il capo della banda e con lui parte per una fuga d’amore.
 
Sicuramente questa è una storia un po’ estrema, sia come contesto che come protagonisti, ma vi si possono trovare un paio dei punti fondamentali sulla Seduzione.
 
  • È più seducente chi si distingue dalla massa. Difatti basta pensare all’interesse che suscitano attori, attrici, cantanti, calciatori, etc. Molte volte non sono niente di particolare ed è facile vedere per strada uomini o donne anche più attraenti ma, loro, risaltando nella massa, sono più facilmente oggetto di attenzioni (o meglio, di fantasie). Senza contare il “trofeo” che si potrebbe esibire con il resto del mondo.
  • È più seducente chi mostra sicurezza. Più o meno inconsciamente siamo tutti convinti che, tanto uno è più sicuro di sé, tanto più potrebbe essere in grado di prendersi cura di noi. Forse, però, questo ha più effetto sulle donne che sugli uomini.
 
Bene, non mi resta che riflettere su quanto mi distinguo dalla massa e su quanto sia sicuro di me (o meglio, di quanto lo mostri) ;-)
Continua...
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DIREZIONE SEDUZIONE

scritto da Egonautico il lunedì, 01 ottobre 2007,16:47
Comincio a parlare anche di questa Direzione (che probabilmente è una di quelle più divertenti).
Cercando sul dizionario si possono trovare diverse definizioni, però sceglierei le seguenti:
  • L’azione di lusingare, alettare, circuire qualcuno allo scopo di ottenere un rapporto sessuale.
  • Capacità di affascinare, non necessariamente con un secondo fine.

La Direzione Seduzione si riferisce alla seconda definizione (in cui si può includere anche la prima, ma che mi piace molto di più).

In generale direi che la seduzione è un argomento molto in voga e di cui si tiene molto conto nella società umana (e anche animale), basta guardare un minimo i giornali e la televisione per capire quanto si punti su questo aspetto associato ai più disparati prodotti: “Mettiti sto profumo e vedrai che tutte le donne te la daranno”, “Indossa queste calze e farai fare quello che vuoi a tutti gli uomini”, etc.
Da un punto di vista puramente logico mi sembra che come esseri umani facciamo uno sforzo enorme per cercare di essere in qualche maniera seducenti, e che questo sforzo non sia assolutamente commisurabile ai risultati tangibili che, obiettivamente, possiamo raggiungere.
Conosco donne che si sottopongono alle più crudeli torture per cercare di diventare più seducenti: scarpe stile stivaletto malese, pantaloni stritolanti, congelamenti ombelicali, sevizie con bisturi, etc.
Tutto questo, sempre da un punto di vista puramente logico, può avere un senso nel momento che vuoi accalappiare il partner della tua vita o che cerchi di avere chissà quale avanzamento di carriera… ma nella vita di tutti i giorni?
Non credo che sia neanche giustificabile con un costante tentativo di portarsi a letto tutti gli uomini nei dintorni… anzi, molto spesso sono esasperate dalle avances del rompiballe di turno (disagio da aggiungere alle torture di cui sopra).
Le donne potrebbero giustificarsi dicendo che, alla fine, è colpa di noi uomini che le costringiamo a conciarsi così… ma non credo che un vero obbligo ci sia…
Noi uomini, comunque, non siamo da meno… come luogo comune si potrebbe dire che lo facciamo perché abbiamo solo una cosa in testa… ma anche per noi, nella vita di tutti giorni, lo sforzo non giustifica sicuramente i risultati.
 
Insomma, uomini o donne che sia, nella seduzione investiamo tutti un sacco di tempo e di denaro, e siamo pure disposti a farci del male.
Perché?
Per gli animali credo la spiegazione sia molto semplice: un atteggiamento istigato dall’istinto di procreazione.
E per gli esseri umani? Credo che l’origine giri sempre intorno allo stesso istinto, ma che con il passare del tempo si sia tutto un pochino distorto… rimane una valenza sessuale, decresce l’istinto alla procreazione, è aumentata la sua valenza come arma di persuasione, è uno strumento che può facilitare i rapporti, etc.
 
Boh? Buttando via tutti i ragionamenti razionali rimane che la seduzione è una potentissima droga, sia per chi seduce e sia per chi è sedotto.
Può dare enormi sensazioni di gratificazione: a volte basta uno sguardo ed il nostro ego si gonfia spaventosamente.
Sedurre è bello, essere sedotti è bello. Crea tensione, crea piacere. Non mi ricordo chi l’ha detto, ma concordo con “La seduzione è una battaglia tra due persone: se è vinta, non ci sono sconfitti”.
La Seduzione è un gioco… e vivere vuol dire giocare.
 
Io non sono stato sicuramente un gran seduttore… di solito sono stato sedotto...
solo da poco ho percepito il piacere sottile che ci può essere dietro a certi atteggiamenti.
Da giovane ho sempre convissuto con la sensazione che cercare di sedurre rappresentasse un impegno pesante da prendere nei confronti di un’altra persona… ora comincio a capire che non è il caso di essere così rigidi, è meglio godersi tutte le sfumature, anche senza mirare a chissà quali obiettivi, semplicemente per il piacere di condividere qualcosa con qualcuno.
E poi, alzi la mano chi non prova piacere ad essere sottoposto a seduzione.
 
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DIREZIONE LAVORO

scritto da Egonautico il lunedì, 24 settembre 2007,17:30
Da qualche parte ho letto quanto segue:
“Il lavoro è regolato da un accordo silente tra il datore di lavoro ed il lavoratore: il primo cercherà di pagare il secondo solamente quanto basta per far sì che questi continui a lavorare per lui… il secondo lavorerà per il primo solamente quanto basta affinché questi lo tenga a lavorare con lui”.
Anche se in qualche aspetto mi ritrovo con questa dichiarazione ritengo che la mia realtà sia abbastanza diversa (e meno male…).
Penso che, se non fossi pagato, non mi presenterei ogni mattina al mio posto di lavoro (e quindi alla base c’è un accordo economico che potrebbe ricordare quanto sopra), ma dall'altro lato mi rendo perfettamente conto che il lavoro ha inciso, ed incide tuttora, su parecchi aspetti della mia vita oltre a quello economico.
 
L’identità.
Facilmente una persona è identificata dagli altri con il suo mestiere (l’Avvocato, il Muratore, il Cuoco, il Postino, …).
Molte volte mi sono sentito identificato con il mio lavoro: alcune volte in maniera positiva ed altre volte in maniera negativa, a volte con un pizzico d’orgoglio e altre con un pizzico di vergogna. Il come mi sono sentito è quasi sempre dipeso dalla/e persona/e che avevo di fronte.
Se in qualche maniera volevo apparire “trasgressivo” il fatto di essere “inquadrato” in un lavoro comune a tante altre persone mi poteva mettere in imbarazzo.
Se mi rapportavo a persone che ritenevo svolgere lavori più noiosi o meno qualificanti del mio potevo sentirmi orgoglioso della mia identità.
 
La socialità.
Da un certo punto della mia vita in poi, il posto dove lavoravo ha sicuramente rappresentato il luogo che mi ha offerto più possibilità di incontrare e conoscere altre persone. Sono entrato in contatto con davvero tantissime persone, con alcune ho avuto solamente scambi formali per questioni lavorative, ma con altre ho instaurato degli ottimi rapporti di amicizia e di affetto.
Ritengo che l’ambiente di lavoro possa essere visto come uno spaccato della società, in cui si rispecchiano tutti i principali aspetti dei rapporti umani (amicizia, invidia, sensualità, cinismo, solidarietà, indifferenza, avidità, …), anche se con alcune limitazioni (tipicamente le persone che lavorano assieme appartengono alla stessa classe sociale ed hanno storie simili: quindi rappresentano un ambiente ben selezionato rispetto alla varietà che ci può essere nel mondo).
 
La sicurezza.
Oltre alla sicurezza economica (per me e per la mia famiglia), lavorare, mi ha sempre ispirato una certa sicurezza psicologica. Siamo animali abitudinari: sapere che ogni giorno andremmo in un certo posto organizzato in una certa maniera può dare un grande sollievo.
 
Il rifugio.
In certi momenti della mia vita, in cui ero in crisi in altri ambiti, l’”obbligo” del lavoro ha sicuramente rappresentato un rifugio o una distrazione.
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POSTULATO N.2: "LE DIREZIONI NASCONDONO LE STRADE CHE CONDUCONO AD EGOLAND"

scritto da Egonautico il lunedì, 24 settembre 2007,16:22
!!!
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POSTULATO N.1: “LE DIREZIONI SONO ENTITÀ VIVE”

scritto da Egonautico il martedì, 18 settembre 2007,09:27
Una volta nata, una Direzione, può crescere, prolificare, trasformarsi e morire, anche se nessuna di queste fasi è scontata o obbligatoria per la sua esistenza.
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LE DIREZIONI

scritto da Egonautico il martedì, 18 settembre 2007,08:47
Di seguito elenco le Direzioni che ho individuato ad oggi:
 
-         Amicizia
-         Benessere
-         Comunicazione
-         Divertimento
-         Elasticità Mentale
-         Emozioni
-         Energia
-         Famiglia
-         Forma Fisica
-         Lavoro
-         Salute
-         Seduzione
-         Sensibilità
-         Sicurezza
-         Spiritualità
 
In seguito le riprenderò una per una per analizzarle ed approfondirle.
Nel suo insieme, però, si può già capire che non sono dei filoni isolati, a compartimento stagno, ma che molte possono essere collegate tra loro. Ad esempio, Amicizia può risultare collegata in maniera evidente a Divertimento ed Emozioni, mentre Forma Fisica può essere collegata a Benessere e Salute; ci possono però essere dei collegamenti un pochino più sottili: Forma Fisica può anche essere collegata a Elasticità Mentale e Seduzione.
Questa breve riflessione mi porta già a supporre che le Direzioni, se usate correttamente, lavorino in sinergia una con l’altra: un miglioramento in una Direzione può agire positivamente anche su altre.
D’altro lato, la percezione di questi collegamenti, potrebbe portarmi a capire che una certa Direzione è solamente un sottoinsieme di un’altra.
Altre, invece, potrebbero risultare troppo espanse e quindi potrebbe essere efficace suddividerle in due o più nuove Direzioni.
Potrebbero anche saltarne fuori di completamente nuove.
categoria:direzioni
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