Di nuovo sull’Intelligenza Sociale, ripercorrendo i passi dell’imparare (vedi anche Riflessione N.11).
Inconsciamente Inconsapevole
In questo stato non ci rendiamo bene conto di quello che provano gli altri.
Ci possono essere casi molto gravi di individui fermi a questo stadio (psicopatici, autistici, etc.), ma preferisco riferirmi a quel tipo di persone che, bene o male, possiamo incontrare un po’ dappertutto.
L’altro giorno ho notato una scena. Un uomo parlava ad una donna, tenendo una specie di monologo su non so che cosa, sembrando molto entusiasta di quello che diceva. Gesticolava molto, con movimenti molto aperti verso l’esterno, cercando di dare enfasi a quello che diceva.
Parlava molto, ma guardava pochissimo la donna.
La donna sembrava molto chiusa su se stessa. Braccia incrociate, piedi, busto e sguardo rivolti altrove. Aveva un’espressione sul viso che sembrava urlare: “Ma quando la finisci?”.
Ma niente da fare: l’uomo continuava ad andare avanti imperterrito.
Alla fine ha finito le parole, si sono salutati e se ne sono andati ognuno per la sua strada: lui con un bel sorriso soddisfatto lei con una faccia pesta.
Sono quasi sicuro che lui pensasse: “L’ho conquistata”.
Ecco, quest’uomo è un esempio di quello che intendo per Inconscio Inconsapevole.
Personalmente, essendo qui a parlare di queste cose direi di aver superato questa fase… o almeno lo spero.
Consciamente Inconsapevole
Qui entriamo in quella fase in cui ci si rende conto di qualcosa, ovvero cominciamo ad intuire e capire le emozioni e gli stati d’animo altrui.
In questo stadio ci rendiamo conto che la persona di fronte a noi è, ad esempio, arrabbiata, annoiata, felice, interessata, etc, ma non abbiamo ancora molti mezzi per gestire la situazione.
Mi ricordo di un mio conoscente che capiva subito, quando uno triste era triste, e d’istinto cercava di consolarlo, ma di solito il potenziale consolato ben presto si offendeva per qualcosa che diceva il consolatore. In pratica aveva poca “tecnica” consolatoria.
Anche questa fase credo di averla superata, insomma mi sembra di capire abbastanza bene, ad esempio, se una persona ha piacere di stare in mia compagnia oppure no.
Consciamente Consapevole
In questa fase riusciamo a percepire che, quello che facciamo, ha un certo effetto su pensieri, emozioni e sensazioni di chi che abbiamo di fronte.
Per esempio riusciamo a capire che, se una certa persona è incazzata, se gli diciamo una certa cosa sicuramente si incazzerà ancora di più.
In pratica impariamo come interagire meglio con gli altri, anche se non siamo ancora così bravi e naturali.
Questa è la fase su cui ho lavorato e su cui voglio continuare a lavorare molto (tenendo conto che questa è l’ultima fase Conscia).
Inconsciamente Consapevole
Questa è la fase superiore, quella in cui interagiamo con gli altri al meglio e lo facciamo in maniera automatica, senza pensarci.
È quella fase in cui, per esempio, ci sentiamo veramente bene con una persona e sentiamo che lei sta veramente bene con noi; quando si viene a creare una specie di risonanza di emozioni e di intesa.
Ovviamente non è una condizione possibile in ogni momento ed in ogni rapporto, ma allenandosi parecchio nella fase precedente è possibile aumentare di molto l’attitudine a rapportarsi in questa maniera con chi ci interessa.
Qualche volta mi accade, ed è una grande soddisfazione.
Osservazioni
Ovviamente quanto ho riportato sopra è una generalizzazione su quello che sono i rapporti tra le persone: non siamo mai continuamente e rigidamente fissi in uno stato. Personalmente, ogni giorno ho parecchie interazioni con tantissime persone, e mi rendo conto che con ognuna di loro ho un rapporto diverso, secondo chi e quando ho di fronte.
I miei rapporti spaziano continuamente tra i quattro stati che ho sopra descritto.
Ho contatti di tanti tipi diversi: sentimentali, di amicizia, di lavoro, obbligati, scelti, etc., e non ho sicuramente l’obiettivo (comunque, umanamente impossibile) che ognuno di questi sia sempre e comunque idilliaco… (in fondo anche io ho i miei sentimenti e le mie preferenze… e ritengo che nella vita sia sempre meglio puntare su un numero contenuto di persone piuttosto che su tutti).
Come ho riportato in miei precedenti post (vedi Riflessione N.10), quello a cui punto è migliorare la mia Intelligenza Sociale per fare sì che, quando è il caso, questa mi aiuti a rapportarmi con le altre persone; rapportarmi con rispetto e con efficacia, in maniera inconsciamente consapevole per, ad esempio, aiutare una persona a cui voglio bene, o per convincere un venditore che è meglio che abbassi il prezzo di quello che sta cercando di vendermi... o anche, semplicemente, per il piacere sottile di interagire piacevolmente con qualcuno che ricambia lo stesso piacere....
In altre parole: prendere consapevolezza di se, prendere consapevolezza degli altri e lasciarsi andare.
Continua….