OZIO

scritto da Egonautico il lunedì, 27 luglio 2009,14:42
Ahhhh… oggi sono qui, bello rilassato… semplicemente con la voglia di cazzeggiare… purtroppo non posso andare in giro a cercare compagni di cazzeggiamento, la mia posizione non me lo consente (nel senso che, se lo faccio, a breve mi si ritorcerebbe contro).
Sono fortunato, nessuno viene a farmi richieste per le quali devo intervenire subito… arriva qualche mail, ma anche se ci penso domani sicuramente non muore nessuno… forse il mio capo è pure in ferie…
E anche per i miei casini esterni al lavoro oggi non mi cerca nessuno….
E allora me ne sto qui, a fare un cacchio… e, sinceramente, non sento nessun senso di colpa… nessuna ansia… e se mi verrà qualche remora potrò sempre dirmi che sto raccogliendo i frutti delle fatiche precedenti…
Mi sto rendendo conto che è una vita che non passo più un momento d’ozio, ovvero un momento in cui non faccio niente, con la voglia di non fare niente…. E vi dirò che mi sento bene… rilassato.
Che contrasto… di solito mi sembra di vivere con un elettrodo impiantato nel sedere, che mi da una scossa ogni due minuti…
Oggi potrei essere molto pericoloso… se qualcuno si presentasse ora a rovinarmi questo momento potrei riempirlo di botte…
categoria:lavoro, ego
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IL MALLOPPO

scritto da Egonautico il lunedì, 14 luglio 2008,16:02
Novità della giornata.
Questa settimana devo giocare al gioco degli investimenti… in pratica, entro venerdì, devo spendere 500.000 Euro, non miei, per cose che servono ad altri.
Questo gioco, che sembrerebbe fare la gioia di ogni buon “shopaholic“, a dir la verità è un vero e proprio incubo.
Se non riesco a fare i giusti acquisti (e a dimostrare che sono effettivamente utili e che faranno ritornare più soldi di quelli spesi) perdo.
Se non riesco a spendere tutto entro la settimana, è possibile che qualcun altro mi “fotta” i soldi… e quindi perdo.
Partecipano al gioco anche frotte di venditori, commerciali ed utenti finali che, essendo venuti a conoscenza del mio malloppo, con agguati ed azioni di disturbo cercano in tutte le maniere di convincermi a fare quello che è meglio per loro, ma che di solito non è il meglio né per me né in assoluto.
Sul tabellone del gioco si aggirano anche segretarie incazzate, invidiosi rompiballe e nevrastenici assortiti.
Se vinco mi prenderò una bella pacca sulle spalle e, forse, un panettone a Natale.
Se perdo mi sputtanerò, verrò messo alla gogna e mi verrà fatto il mazzo.
 
….e pensare che, una volta, mi piaceva giocare a Monopoli.
categoria:varie, lavoro
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PROVOCAZIONE N.1: SE FOSSI TU, IL CAPO…

scritto da Egonautico il martedì, 11 dicembre 2007,15:54
Tra le frasi più frequenti che ho sentito nell’ambiente di lavoro, ma non solo, c’è sicuramente “Ah! Se fossi io, il Capo…”, seguita da una serie di allusioni su quanto tutto andrebbe meglio, su quanto tutto sarebbe più giusto, su quanto certe cose non succederebbero, etc.
Io sono convinto che, dopo il “mestiere” del genitore, il secondo mestiere più difficile al mondo sia proprio quello del Capo.
Però, come non si deve confondere fare il genitore con il fatto di essere semplicemente il padre biologico di qualcuno, non si deve confondere fare il Capo semplicemente con l’essere inserito in un qualche organigramma e goderne i relativi vantaggi.
 
Parliamo di un vero Capo.
 
Il Capo è un ruolo di grandissima responsabilità, da lui dipendono altre persone, e ogni suo errore può causare gravi danni su queste.
È un punto di riferimento, non può mai rispondere a qualcuno che gli chiede “E adesso? Cosa facciamo?”, con frasi tipo “Non lo so”.
Deve convincere quelli che lavorano per lui a fare quello che lui ritiene giusto e nello stesso tempo deve portare i giusti risultati ai suoi superiori.
Deve trovare un buon compromesso tra gli obiettivi dell’organizzazione cui appartiene e gli obiettivi delle singole persone: i problemi di ogni suo sottoposto diventano anche suoi, mentre i suoi problemi personali devono essere messi in secondo piano.
Un Capo ha amici è nemici. Deve mettere in conto che sarà sicuramente odiato da qualcuno. Se necessario deve essere pronto a sacrificare qualcuno per il bene di tanti.
Deve essere disposto a prendersi la responsabilità: se nel suo ambito le cose vanno male, la colpa è sua!
 
Ora ti chiedo, se fossi tu il Capo, cosa faresti?
categoria:lavoro, provocazioni
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RIFLESSIONE N.13: IL METAMONDO

scritto da Egonautico il mercoledì, 21 novembre 2007,10:41
Ieri sera, uscendo dal lavoro, ho sentito una ventata di aria fredda sulla faccia, mi sono guardato intorno, le persone, le case, le macchine, ed un pensiero mi è subito saltato in mente: “È vero! Continua ad esistere anche tutto questo”.
Mi trovo spesso con la faccia incollata davanti ad un video. Per lavoro uso tantissimo Mail e Messenger, uso diversi programmi che mi permettono di “dialogare” con persone o con macchine, scrivo report che invio a server, recupero dati che qualcun altro a messo su un altro server. Quando ho un attimo di pausa, scrivo e leggo mail di piacere, blog, etc.
Passo buona parte della mia giornata immerso in quello che io chiamo Metamondo, seguendo quella tendenza che, un po’ per volta, sembra inglobarci tutti.
Ho ancora qualche flebile tendenza di anticonformismo tecnologico: uso pochissimo gli SMS in quanto mi ostino a non avere un cellulare mio, cerco di evitare di usare PC e videogiochi a casa, se devo scambiare informazioni con qualcuno cerco di incontrarlo di persona (se possibile), se devo prendere appunti mi porto carta e penne colorate (e non PC o palmare)… ma è innegabile che, in questo Metamondo mi ci sono impantanato pure io… anzi, il mio lavoro consiste proprio nel cercare di fare si che vi ci possano accedere più persone possibile e nella maniera più efficace possibile (e credo di essere pure bravo in questo…).
Vent’anni fa non esisteva questo Metamondo, ora siamo già in tantissimi a co-abitarlo.
È un bene o un male? Riprendendo la solita frase che mi piace tanto: è sempre tutto relativo.
Internet è un enorme calderone, ci puoi trovare di tutto. Qualsiasi idea tu abbia, dalla più frivola alla più impegnata, dalla più nobile alla più perversa, puoi riuscire a trovare qualcuno che in qualche maniera la pensi come te… e questo, per me, è tanto fantastico quanto inquietante
Un paio di anni fa avevo la passione di creare Remix e, cercando informazioni su questo, sono entrato in contatto con un Rapper di Vancouver ed un Producer di Singapore. Ci siamo messi a “lavorare” assieme (in virtuale) ed abbiamo prodotto delle cose. Questo, secondo me, ha dello stupefacente: un asse Vancouver, Torino, Singapore.
Tutti gli abitanti del Metamondo condividino la possibilità di aprire contatti interessanti con gli altri abitanti, contatti che fino a due decenni fa erano impossibili… ma i contatti possono essere positivi ma anche negativi …come dicevo, per qualsiasi perversione puoi trovare qualcuno che la pensi come te o che possa essere identificato come l’oggetto di questa.
 
Quello che mi piace del mio Metamondo è che a volte mi semplifica la vita, mi fa risparmiare tempo, mi permette di entrare in contatto con persone che sicuramente non incontrerei in altro modo, mi aiuta a soddisfare diverse mie curiosità, è un momento di evasione.
Quello che non mi piace è che, da un punto di vista umano, lo trovo potenzialmente limitante… i rapporti tendono ad essere surrogati di rapporti… manca tutto quel corollario a contorno delle parole… già è difficile avere rapporti empatici di persona, figuriamoci dietro ad un video.
 
Il principio è semplicissimo:
Se il Metamondo si pone come un’espansione del Mondo, è una gran cosa… se il Metamondo si pone come un’alternativa al Mondo è un disastro.
 
 

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